Derivate: 5 Usi Inconsueti e Approfonditi Oltre Tangenti e Ottimizzazione

Cerca nel sito

Altri risultati..

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Cerca nelle Categorie

Derivate Inaspettate

5 Esercizi sull’Uso Inconsueto delle Derivate a Difficoltà Crescente

Le derivate sono uno strumento potente in matematica, noto principalmente per il calcolo di tangenti, velocità e problemi di ottimizzazione. Tuttavia, le loro applicazioni si estendono ben oltre questi usi classici. Questa sezione presenta 5 esercizi risolti che esplorano applicazioni meno convenzionali delle derivate, con difficoltà crescente.

 👉 Applicazioni Inaspettate delle Derivate: Dalla Crescita Biologica all’Ottimizzazione Architettonica

Esercizio 1 (Facile): Derivata per Trovare una Relazione Ricorsiva

Problema:

Data la funzione

[math]f(x) = e^{2x}[/math],

trova una relazione ricorsiva per

[math]f^{(n)}(x)[/math] (la derivata n-esima di [math]f[/math]).

Soluzione:

Calcoliamo le prime derivate della funzione data:

La derivata prima, [math]f'(x)[/math]:

[math]f'(x) = \frac{d}{dx}(e^{2x}) = e^{2x} \cdot \frac{d}{dx}(2x) = e^{2x} \cdot 2 = 2e^{2x}[/math]

Notiamo che [math]e^{2x} = f(x)[/math], quindi possiamo scrivere:

[math]f'(x) = 2f(x)[/math]

Calcoliamo la derivata seconda, [math]f”(x)[/math]:

[math]f”(x) = \frac{d}{dx}(f'(x)) = \frac{d}{dx}(2e^{2x}) = 2 \cdot \frac{d}{dx}(e^{2x}) = 2 \cdot 2e^{2x} = 4e^{2x}[/math]

Anche in questo caso, possiamo esprimere il risultato in termini di [math]f(x)[/math]:

[math]f”(x) = 4f(x)[/math]

Calcoliamo la derivata terza, [math]f”'(x)[/math]:

[math]f”'(x) = \frac{d}{dx}(f”(x)) = \frac{d}{dx}(4e^{2x}) = 4 \cdot \frac{d}{dx}(e^{2x}) = 4 \cdot 2e^{2x} = 8e^{2x}[/math]

In termini di [math]f(x)[/math]:

[math]f”'(x) = 8f(x)[/math]

Osservando le prime derivate, notiamo un pattern: il coefficiente davanti a [math]e^{2x}[/math] è una potenza di 2, che aumenta di 1 per ogni derivazione successiva. Sembra che la derivata n-esima sia:

[math]f^{(n)}(x) = 2^n e^{2x} = 2^n f(x)[/math]

Vogliamo esprimere la derivata n-esima in relazione alla derivata (n-1)-esima. Sappiamo che [math]f^{(n)}(x)[/math] è la derivata di [math]f^{(n-1)}(x)[/math].

[math]f^{(n)}(x) = \frac{d}{dx}(f^{(n-1)}(x))[/math]

Se assumiamo che [math]f^{(n-1)}(x) = 2^{n-1}e^{2x}[/math], allora:

[math]f^{(n)}(x) = \frac{d}{dx}(2^{n-1}e^{2x}) = 2^{n-1} \cdot \frac{d}{dx}(e^{2x}) = 2^{n-1} \cdot 2e^{2x} = 2^n e^{2x}[/math]

Inoltre, possiamo vedere direttamente dalla relazione [math]f^{(n)}(x) = 2^n f(x)[/math] che:

[math]f^{(n)}(x) = 2 \cdot (2^{n-1} f(x))[/math]

Poiché [math]f^{(n-1)}(x) = 2^{n-1} f(x)[/math], otteniamo la relazione ricorsiva:

[math]f^{(n)}(x) = 2 f^{(n-1)}(x)[/math]

Questa relazione è valida per [math]n \geq 1[/math], con la condizione iniziale che la derivata di ordine 0 sia la funzione stessa: [math]f^{(0)}(x) = f(x) = e^{2x}[/math].

Relazione Ricorsiva: [math]f^{(n)}(x) = 2 f^{(n-1)}(x)[/math] con [math]f^{(0)}(x) = f(x)[/math].

L’esercizio illustra come la derivazione successiva di una funzione possa rivelare strutture sottostanti e condurre a relazioni ricorrenti. Questo è un concetto importante nell’analisi delle proprietà delle funzioni e nella risoluzione di equazioni differenziali.

Esercizio 2 (Medio): Derivata per Stimare una Serie

Problema:

Stima il valore della serie

[math]\sum_{n=1}^{\infty} \frac{n}{2^n}[/math]

usando le derivate.

Soluzione:

Partiamo dalla formula della serie geometrica, che conosciamo bene per [math]|x| < 1[/math]:

[math]S(x) = \sum_{n=0}^{\infty} x^n = 1 + x + x^2 + x^3 + \dots = \frac{1}{1 – x}[/math]

La serie che vogliamo valutare ha un fattore [math]n[/math] al numeratore e [math]2^n[/math] al denominatore, che suggerisce una connessione con la derivata della serie geometrica e una valutazione in un punto specifico.

Deriviamo la serie geometrica termine a termine rispetto a [math]x[/math]:

[math]S'(x) = \frac{d}{dx}\left(\sum_{n=0}^{\infty} x^n\right) = \sum_{n=0}^{\infty} \frac{d}{dx}(x^n)[/math]

La derivata di [math]x^0 = 1[/math] è 0, quindi la somma inizia da [math]n=1[/math]:

[math]S'(x) = \sum_{n=1}^{\infty} n x^{n-1}[/math]

Ora deriviamo il lato destro della formula della serie geometrica:

[math]S'(x) = \frac{d}{dx}\left(\frac{1}{1 – x}\right) = \frac{d}{dx}((1 – x)^{-1}) = -1 \cdot (1 – x)^{-2} \cdot \frac{d}{dx}(1 – x) = -1 \cdot (1 – x)^{-2} \cdot (-1) = \frac{1}{(1 – x)^2}[/math]

Quindi abbiamo l’uguaglianza per [math]|x| < 1[/math]:

[math]\sum_{n=1}^{\infty} n x^{n-1} = \frac{1}{(1 – x)^2}[/math]

La serie che ci interessa è [math]\sum_{n=1}^{\infty} \frac{n}{2^n}[/math], che può essere scritta come [math]\sum_{n=1}^{\infty} n \left(\frac{1}{2}\right)^n[/math]. Questa forma è simile a [math]\sum_{n=1}^{\infty} n x^n[/math], non [math]\sum_{n=1}^{\infty} n x^{n-1}[/math].

Per ottenere [math]n x^n[/math], moltiplichiamo l’uguaglianza [math]\sum_{n=1}^{\infty} n x^{n-1} = \frac{1}{(1 – x)^2}[/math] per [math]x[/math] (per [math]x \neq 0[/math]):

[math]x \sum_{n=1}^{\infty} n x^{n-1} = x \frac{1}{(1 – x)^2}[/math]

[math]\sum_{n=1}^{\infty} n x \cdot x^{n-1} = \frac{x}{(1 – x)^2}[/math]

[math]\sum_{n=1}^{\infty} n x^n = \frac{x}{(1 – x)^2}[/math]

Ora possiamo valutare questa espressione nel punto [math]x = \frac{1}{2}[/math], che è all’interno dell’intervallo di convergenza [math]|x| < 1[/math]:

[math]\sum_{n=1}^{\infty} n \left(\frac{1}{2}\right)^n = \frac{\frac{1}{2}}{\left(1 – \frac{1}{2}\right)^2}[/math]

Calcoliamo il denominatore:

Ti potrebbe interessare anche:  Perché non perdoniamo gli errori alle macchine (ma li tolleriamo agli esseri umani)?

[math]1 – \frac{1}{2} = \frac{1}{2}[/math]

[math]\left(\frac{1}{2}\right)^2 = \frac{1}{4}[/math]

Sostituiamo nel numeratore:

[math]\frac{\frac{1}{2}}{\frac{1}{4}} = \frac{1}{2} \cdot \frac{4}{1} = 2[/math]

Quindi, il valore della serie è 2.

Risultato: [math]\sum_{n=1}^{\infty} \frac{n}{2^n} = 2[/math].

Questo esercizio dimostra un’applicazione potente delle derivate nel contesto delle serie. La derivazione termine a termine è giustificata dai teoremi sull’analisi delle serie di potenze e permette di calcolare la somma di serie che altrimenti sarebbero difficili da valutare direttamente.

Esercizio 3 (Medio-Difficile): Derivata per Risolvere un’Equazione Funzionale

Problema:

Trova tutte le funzioni

[math]f: \mathbb{R} \to \mathbb{R}[/math]

derivabili tali che:

[math]f(x+y) = f(x) + f(y) + 2xy \quad \forall x, y \in \mathbb{R}[/math]

Soluzione:

L’equazione data è un’equazione funzionale. Possiamo usare le proprietà delle derivate per trovare la forma della funzione [math]f(x)[/math]. Poiché la funzione è derivabile, possiamo derivare entrambi i membri dell’equazione rispetto a una delle variabili (tenendo l’altra come costante).

Deriviamo entrambi i membri rispetto a [math]x[/math], considerando [math]y[/math] come una costante:

[math]\frac{\partial}{\partial x}[f(x+y)] = \frac{\partial}{\partial x}[f(x) + f(y) + 2xy][/math]

Sul lato sinistro, applichiamo la regola della catena. La derivata di [math]f(u)[/math] rispetto a [math]x[/math], dove [math]u = x+y[/math], è [math]f'(u) \cdot \frac{\partial u}{\partial x}[/math]. Poiché [math]u = x+y[/math] e [math]y[/math] è costante, [math]\frac{\partial u}{\partial x} = 1[/math]. Quindi il lato sinistro è [math]f'(x+y)[/math].

Sul lato destro, deriviamo termine a termine rispetto a [math]x[/math]. [math]f(x)[/math] derivato rispetto a [math]x[/math] è [math]f'(x)[/math]. [math]f(y)[/math] è una costante rispetto a [math]x[/math], quindi la sua derivata è 0. La derivata di [math]2xy[/math] rispetto a [math]x[/math] (con [math]y[/math] costante) è [math]2y[/math].

[math]f'(x+y) = f'(x) + 0 + 2y[/math]

[math]f'(x+y) = f'(x) + 2y[/math]

Questa nuova equazione deve valere per ogni [math]x, y \in \mathbb{R}[/math]. Per semplificarla ulteriormente, possiamo scegliere un valore specifico per una delle variabili. Poniamo [math]x = 0[/math]:

[math]f'(0+y) = f'(0) + 2y[/math]

[math]f'(y) = f'(0) + 2y[/math]

Questa equazione ci dà la forma della derivata prima della funzione [math]f[/math]. [math]f'(0)[/math] è una costante. Chiamiamo questa costante [math]k[/math], dove [math]k = f'(0)[/math].

[math]f'(y) = k + 2y[/math]

Per trovare la funzione [math]f(y)[/math], integriamo [math]f'(y)[/math] rispetto a [math]y[/math]:

[math]f(y) = \int (k + 2y) dy = \int k dy + \int 2y dy = ky + y^2 + C[/math]

dove [math]C[/math] è la costante di integrazione.

Quindi, la funzione [math]f(x)[/math] ha la forma:

[math]f(x) = kx + x^2 + C[/math]

Ora dobbiamo trovare il valore della costante [math]C[/math] utilizzando l’equazione funzionale originale. L’equazione funzionale vale per ogni [math]x, y \in \mathbb{R}[/math], quindi possiamo scegliere valori specifici per [math]x[/math] e [math]y[/math]. Il caso più semplice è [math]x = 0[/math] e [math]y = 0[/math]:

[math]f(0+0) = f(0) + f(0) + 2(0)(0)[/math]

[math]f(0) = f(0) + f(0) + 0[/math]

[math]f(0) = 2f(0)[/math]

Sottraendo [math]f(0)[/math] da entrambi i lati otteniamo:

[math]0 = f(0)[/math]

Quindi, [math]f(0)[/math] deve essere 0. Usiamo questo nella forma generale di [math]f(x)[/math]:

[math]f(0) = k(0) + (0)^2 + C = 0 + 0 + C = C[/math]

Poiché [math]f(0) = 0[/math], abbiamo [math]C = 0[/math].

La forma finale della funzione è quindi:

[math]f(x) = kx + x^2[/math]

dove [math]k[/math] è una costante arbitraria ([math]k = f'(0)[/math]). Possiamo verificare che questa funzione soddisfi l’equazione funzionale originale:

Lato sinistro: [math]f(x+y) = k(x+y) + (x+y)^2 = kx + ky + x^2 + 2xy + y^2[/math]

Lato destro: [math]f(x) + f(y) + 2xy = (kx + x^2) + (ky + y^2) + 2xy = kx + ky + x^2 + y^2 + 2xy[/math]

I due lati sono uguali, quindi la soluzione è corretta.

Soluzione: Le funzioni sono della forma [math]f(x) = kx + x^2[/math] dove [math]k[/math] è una costante reale arbitraria.

Questo esercizio evidenzia come le tecniche del calcolo differenziale possano essere applicate alla risoluzione di equazioni dove l’incognita non è un numero, ma una funzione. L’assunzione di derivabilità è cruciale per poter applicare le derivate.

Esercizio 4 (Difficile): Derivata per Trovare un Limite Non Banale

Problema:

Calcola il limite:

[math]\lim_{x \to 0} \frac{e^{x^2} – \cos(x)}{x \sin(x)}[/math]

Soluzione:

Questo limite si presenta nella forma indeterminata [math]\frac{0}{0}[/math] quando [math]x \to 0[/math]. Un approccio comune per queste forme indeterminate è la regola di L’Hôpital, ma può richiedere diverse applicazioni e derivate complicate. Un metodo alternativo potente, strettamente legato al concetto di derivata (i coefficienti di Taylor sono basati su derivate), è l’uso degli sviluppi in serie di Taylor (o Maclaurin, essendo centrati in [math]x=0[/math]) per le funzioni coinvolte intorno a [math]x=0[/math].

Ti potrebbe interessare anche:  Area del Quadrilatero nella Semicirconferenza: Guida Pratica con Esercizi Svolti e Metodi Avanzati

Abbiamo bisogno degli sviluppi di [math]e^u[/math], [math]\cos(x)[/math] e [math]\sin(x)[/math] intorno a [math]x=0[/math]. Sviluppiamo fino all’ordine sufficiente per risolvere l’indeterminazione.

  • Sviluppo di [math]e^u[/math]: [math]e^u = 1 + u + \frac{u^2}{2!} + \frac{u^3}{3!} + \dots[/math]
  • Sostituiamo [math]u = x^2[/math] per ottenere lo sviluppo di [math]e^{x^2}[/math]:[math]e^{x^2} = 1 + x^2 + \frac{(x^2)^2}{2} + \dots = 1 + x^2 + \frac{x^4}{2} + o(x^4)[/math](dove [math]o(x^4)[/math] rappresenta termini di ordine superiore a [math]x^4[/math])
  • Sviluppo di [math]\cos(x)[/math]: [math]\cos(x) = 1 – \frac{x^2}{2!} + \frac{x^4}{4!} – \dots = 1 – \frac{x^2}{2} + \frac{x^4}{24} + o(x^4)[/math]
  • Sviluppo di [math]\sin(x)[/math]: [math]\sin(x) = x – \frac{x^3}{3!} + \frac{x^5}{5!} – \dots = x – \frac{x^3}{6} + o(x^4)[/math]

Ora sostituiamo questi sviluppi nel numeratore del limite:

Numeratore: [math]e^{x^2} – \cos(x) = \left(1 + x^2 + \frac{x^4}{2} + o(x^4)\right) – \left(1 – \frac{x^2}{2} + \frac{x^4}{24} + o(x^4)\right)[/math]

[math]= 1 + x^2 + \frac{x^4}{2} – 1 + \frac{x^2}{2} – \frac{x^4}{24} + o(x^4)[/math]

Raccogliamo i termini simili:

[math]= (1 – 1) + \left(x^2 + \frac{x^2}{2}\right) + \left(\frac{x^4}{2} – \frac{x^4}{24}\right) + o(x^4)[/math]

[math]= 0 + \left(1 + \frac{1}{2}\right)x^2 + \left(\frac{12}{24} – \frac{1}{24}\right)x^4 + o(x^4)[/math]

[math]= \frac{3}{2}x^2 + \frac{11}{24}x^4 + o(x^4)[/math]

Ora consideriamo il denominatore [math]x \sin(x)[/math]. Sostituiamo lo sviluppo di [math]\sin(x)[/math]:

Denominatore: [math]x \sin(x) = x \left(x – \frac{x^3}{6} + o(x^4)\right)[/math]

[math]= x^2 – \frac{x^4}{6} + o(x^5)[/math]

Ora riscriviamo il limite con gli sviluppi trovati:

[math]\lim_{x \to 0} \frac{\frac{3}{2}x^2 + \frac{11}{24}x^4 + o(x^4)}{x^2 – \frac{x^4}{6} + o(x^5)}[/math]

Poiché [math]x \to 0[/math], i termini con l’esponente più basso in ogni parte (numeratore e denominatore) dominano il comportamento del limite. Il termine dominante al numeratore è [math]\frac{3}{2}x^2[/math] e al denominatore è [math]x^2[/math].

Dividiamo il numeratore e il denominatore per [math]x^2[/math] (assumendo [math]x \neq 0[/math] nell’intorno del limite):

[math]\lim_{x \to 0} \frac{\frac{3}{2} + \frac{11}{24}x^2 + \frac{o(x^4)}{x^2}}{1 – \frac{x^2}{6} + \frac{o(x^5)}{x^2}}[/math]

Quando [math]x \to 0[/math], i termini con [math]x^2[/math] e i termini [math]\frac{o(x^4)}{x^2}[/math] e [math]\frac{o(x^5)}{x^2}[/math] (che sono anch’essi o-piccolo di [math]x^2[/math] o [math]x^3[/math]) tendono a 0.

[math]= \frac{\frac{3}{2} + 0 + 0}{1 – 0 + 0} = \frac{\frac{3}{2}}{1} = \frac{3}{2}[/math]

L’uso degli sviluppi di Taylor ci ha permesso di identificare i termini che determinano il limite senza dover applicare ripetutamente la regola di L’Hôpital.

Risultato: [math]\lim_{x \to 0} \frac{e^{x^2} – \cos(x)}{x \sin(x)} = \frac{3}{2}[/math].

Questo esercizio mostra una connessione profonda tra le derivate e la rappresentazione locale delle funzioni attraverso le serie di Taylor. I coefficienti di Taylor sono direttamente legati alle derivate della funzione nel punto di espansione. L’uso delle serie di Taylor trasforma il problema del calcolo di un limite in un problema algebrico.

Esercizio 5 (Molto Difficile): Derivata per Dimostrare una Disuguaglianza

Problema:

Dimostra che per

math]x > 0[/math],

vale la disuguaglianza:

[math]\ln(1 + x) > \frac{x}{1 + x}[/math]

Soluzione:

Per dimostrare una disuguaglianza della forma [math]A(x) > B(x)[/math] per un certo intervallo, un metodo comune è definire una funzione differenza [math]f(x) = A(x) – B(x)[/math] e mostrare che [math]f(x) > 0[/math] nell’intervallo specificato. Per fare ciò, possiamo analizzare il comportamento di [math]f(x)[/math] usando la sua derivata.

Definiamo la funzione [math]f(x)[/math] come la differenza tra il membro sinistro e il membro destro della disuguaglianza:

[math]f(x) = \ln(1 + x) – \frac{x}{1 + x}[/math]

Vogliamo dimostrare che [math]f(x) > 0[/math] per [math]x > 0[/math].

Prima, valutiamo la funzione in un punto limite dell’intervallo, in questo caso, per [math]x=0[/math] (anche se la disuguaglianza è per [math]x > 0[/math], il comportamento in 0 è informativo):

[math]f(0) = \ln(1 + 0) – \frac{0}{1 + 0} = \ln(1) – \frac{0}{1} = 0 – 0 = 0[/math]

Quindi, [math]f(0) = 0[/math]. Se possiamo dimostrare che la funzione [math]f(x)[/math] è strettamente crescente per [math]x > 0[/math], allora per ogni [math]x > 0[/math], [math]f(x)[/math] dovrà essere maggiore di [math]f(0)[/math], cioè [math]f(x) > 0[/math].

Ti potrebbe interessare anche:  Geometria Solida: Esercizi Guidati con Soluzioni e Applicazioni Pratiche

Calcoliamo la derivata prima di [math]f(x)[/math] rispetto a [math]x[/math]:

[math]f'(x) = \frac{d}{dx}\left(\ln(1 + x) – \frac{x}{1 + x}\right)[/math]

La derivata di [math]\ln(1 + x)[/math] è [math]\frac{1}{1 + x}[/math].

Per derivare [math]\frac{x}{1 + x}[/math], usiamo la regola del quoziente [math]\left(\frac{u}{v}\right)’ = \frac{u’v – uv’}{v^2}[/math], dove [math]u = x[/math] e [math]v = 1 + x[/math].

  • [math]u’ = \frac{d}{dx}(x) = 1[/math]
  • [math]v’ = \frac{d}{dx}(1 + x) = 1[/math]

Quindi la derivata di [math]\frac{x}{1 + x}[/math] è:

[math]\frac{1 \cdot (1 + x) – x \cdot 1}{(1 + x)^2} = \frac{1 + x – x}{(1 + x)^2} = \frac{1}{(1 + x)^2}[/math]

Ora, mettiamo insieme i termini per trovare [math]f'(x)[/math]:

[math]f'(x) = \frac{1}{1 + x} – \frac{1}{(1 + x)^2}[/math]

Per determinare il segno di [math]f'(x)[/math], troviamo un denominatore comune:

[math]f'(x) = \frac{1 \cdot (1 + x)}{(1 + x) \cdot (1 + x)} – \frac{1}{(1 + x)^2} = \frac{1 + x}{(1 + x)^2} – \frac{1}{(1 + x)^2}[/math]

[math]f'(x) = \frac{(1 + x) – 1}{(1 + x)^2} = \frac{x}{(1 + x)^2}[/math]

Ora analizziamo il segno di [math]f'(x)[/math] per [math]x > 0[/math].

  • Il numeratore è [math]x[/math]. Per [math]x > 0[/math], il numeratore è positivo.
  • Il denominatore è [math](1 + x)^2[/math]. Per [math]x > 0[/math], [math]1 + x > 1[/math], quindi [math](1 + x)^2[/math] è strettamente positivo.

Poiché il numeratore è positivo e il denominatore è positivo per [math]x > 0[/math], la derivata [math]f'(x)[/math] è strettamente positiva per [math]x > 0[/math]:

[math]f'(x) = \frac{x}{(1 + x)^2} > 0 \quad \forall x > 0[/math]

Una funzione con derivata prima strettamente positiva in un intervallo è strettamente crescente in quell’intervallo.

Abbiamo [math]f(0) = 0[/math] e [math]f(x)[/math] è strettamente crescente per [math]x > 0[/math]. Questo implica che per qualsiasi valore [math]x > 0[/math], il valore della funzione [math]f(x)[/math] sarà maggiore del valore in [math]0[/math].

[math]f(x) > f(0) \quad \forall x > 0[/math]

[math]f(x) > 0 \quad \forall x > 0[/math]

Sostituendo nuovamente l’espressione di [math]f(x)[/math]:

[math]\ln(1 + x) – \frac{x}{1 + x} > 0 \quad \forall x > 0[/math]

Aggiungendo [math]\frac{x}{1 + x}[/math] a entrambi i lati della disuguaglianza, otteniamo la disuguaglianza che volevamo dimostrare:

[math]\ln(1 + x) > \frac{x}{1 + x} \quad \forall x > 0[/math]

Questo completa la dimostrazione.

Dimostrazione: Abbiamo definito [math]f(x) = \ln(1+x) – \frac{x}{1+x}[/math] e dimostrato che [math]f(0) = 0[/math] e [math]f'(x) > 0[/math] per [math]x > 0[/math]. Questo implica che [math]f(x)[/math] è strettamente crescente per [math]x > 0[/math], e quindi [math]f(x) > f(0) = 0[/math] per [math]x > 0[/math], provando la disuguaglianza data.

Questo esercizio illustra come le proprietà della derivata (in questo caso, il suo segno che indica la monotonia) possano essere utilizzate per dimostrare disuguaglianze tra funzioni. Questo è un approccio comune e potente nell’analisi matematica.


Conclusione:

Questi esercizi illustrano come le derivate siano uno strumento incredibilmente versatile in analisi matematica. Possono essere utilizzate in modi non convenzionali, dalla scoperta di relazioni ricorsive tra derivate di ordini superiori alla stima di somme di serie, dalla risoluzione di complesse equazioni funzionali alla dimostrazione rigorosa di disuguaglianze tramite lo studio della monotonia delle funzioni. Padroneggiare queste applicazioni arricchisce notevolmente la comprensione del calcolo differenziale.

(105)

PubblicitàPubblicità