Python: Alcune regole sintattiche

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Alcune regole sintattiche

La sintassi del linguaggio Python è molto semplice, ma presenta alcune differenze rispetto agli standard adottati in molti altri linguaggio di programmazione (C, Java, Javascript, ecc.). In particolare è opportuno mettere in evidenza tre aspetti principali.
Python è un linguaggio che supporta pienamente le regole e i costrutti della programmazione strutturata. Per questo motivo è necessario identificare i blocchi che costituiscono le istruzioni che vengono eseguite nell’ambito di una determinata struttura iterativa o nei due rami di una struttura condizionale. Quasi tutti i moderni linguaggi di programmazione fanno uso delle parentesi graffe per circoscrivere l’inizio e la fine di un blocco di istruzioni; le parentesi graffe in questi linguaggi possono essere nidificate, in modo da includere blocchi afferenti ad una determinata struttura algoritmica all’interno di un’altra struttura algoritmica (es.: due cicli nidificati uno dentro l’altro).

L’indentazione del codice

In linguaggio Python non si utilizzano le parentesi graffe per delimitare blocchi di istruzioni: si utilizza l’indentazione del codice. Ciò che in altri linguaggi è un elemento facoltativo, utile per lo più per migliorare la leggibilità del codice, in Python, che valorizza moltissimo la leggibilità del codice, diventa un elemento sintattico indispensabile, non opzionale.
La nidificazione di blocchi di istruzioni si ottiene aumentando il livello di indentazione delle istruzioni che fanno parte di un determinato blocco. L’istruzione che precede un determinato blocco di istruzioni (ad esempio una condizione o un controllo per una struttura iterativa) termina con il carattere “due-punti”.

Ad esempio:
Python esempio di indentazione

Nell’esempio precedente sono presenti tre strutture algoritmiche nidificate una dentro l’altra.
La prima è una struttura iterativa controllata dall’istruzione «while» a riga 1; il blocco interno a questa struttura va da riga 2 a riga 9.
All’interno della struttura iterativa è presente una struttura condizionale controllata dall’istruzione «if» a riga 2; tale struttura contiene un blocco di istruzioni che va da riga 3 a riga 8; l’istruzione a riga 9 è interna al blocco della struttura iterativa, ma esterno al blocco della struttura condizionale. Infine, all’interno della struttura condizionale è presente un’altra struttura iterativa controllata dall’istruzione «while» di riga 6, che contiene le istruzioni alle righe 7 e 8.

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Terminatore delle istruzioni

In quasi tutti i moderni linguaggi di programmazione si usa il “punto-e-virgola” come terminatore delle istruzioni; il linguaggio Python non fa eccezione, ma, siccome si privilegia una modalità di scrittura del codice in cui su una stessa riga di programma viene riportata una sola istruzione, il “punto-e-virgola” diventa opzionale:
può essere usato, ma è indispensabile soltanto per separare istruzioni diverse riportate sulla stessa riga di programma. Altrimenti, il terminatore delle istruzioni è il semplice carattere di “a-capo”.

Funzioni e librerie, metodi, oggetti, classi e moduli

Infine il linguaggio Python è un linguaggio le cui istruzioni sono costituite quasi esclusivamente da quelle necessarie per definire le strutture algoritmiche (iterazioni, condizioni) e quelle utilizzate per definire funzioni. La maggior parte delle istruzioni di un programma Python sono invece costituite da chiamate a funzioni definite all’interno di specifiche librerie o chiamate a metodi di oggetti, definiti in appositi moduli che contengono le definizioni di classi specifiche.
Questo significa che spesso le istruzioni del linguaggio sono seguite da una coppia di parentesi che delimitano i parametri passati come argomento di una funzione, anche nel caso in cui tali parametri non siano presenti affatto (es.: «print(“Ok!”)», input(a)», «exit()»).
In altri casi la funzione è un metodo di una particolare classe di oggetti e dovrà essere invocato utilizzando il “punto” per riferirsi all’oggetto a cui si intende applicare il metodo (es.: «A.insert(17)»).

Commenti nel codice del programma

In Python, come nella maggior parte dei linguaggi di scripting (es.: Bash, Perl, ecc.) il carattere “#” indica un commento: i caratteri che seguono il simbolo“#” vengono ignorati dall’interprete, fino alla fine della riga. È possibile inserire commenti che si estendono per più di una riga, inserendo il simbolo“#” all’inizio di ciascuna riga, oppure utilizzando la sequenza «”””» (tre volte le doppie virgolette) all’inizio del commento e un’altra sequenza di tre doppi apici alla fine del commento, anche dopo più di una riga.

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