Aprire un foglio Excel e trovarsi davanti una pagina bianca può mettere a disagio. Ma c’è una linea, in quel mare di numeri, che separa l’insonnia dalla tranquillità: il punto di pareggio.
Non siamo qui per fare accademia. Capire il Break-Even Point (BEP) serve a una cosa sola: sapere esattamente quanti sforzi devi fare prima di mettere il primo euro in tasca. Prima di quel punto, stai lavorando per pagare fornitori e affitto. Dopo quel punto, inizi a lavorare per te stesso.
Qui sotto non troverai definizioni astratte, ma sei scenari concreti, sporchi di realtà. Partiremo da un chiosco di limonate per arrivare a gestire il pricing complesso di una startup.
Prendi una calcolatrice.
Si comincia.
Esercizio 1 (Facile) – Il Chiosco delle Limonate
Testo:
Marco decide di aprire un chiosco di limonate per l’estate. Per avviare l’attività, deve sostenere un costo fisso di €300 per l’affitto del chiosco e l’acquisto di una dispensa. Ogni limonata gli costa €0.50 di ingredienti (costo variabile unitario) e viene venduta a €2.50.
Calcola il numero di limonate che Marco deve vendere per raggiungere il Break-Even Point (BEP).
Qual è il fatturato di break-even?
Risoluzione:
Step 1: Identificare i dati.
- Costi Fissi (CF): [math]\text{ Euro }300[/math]
- Costo Variabile Unitario ([math]CV_u[/math]): [math]\text{ Euro }0.50[/math]
- Prezzo di Vendita Unitario ([math]P[/math]): [math]\text{ Euro }2.50[/math]
Step 2: Calcolare il Margine di Contribuzione Unitario ([math]MC_u[/math]).
[math]\displaystyle \begin{aligned}
MC_u &= P – CV_u \\
&= 2.50 – 0.50 = \text{ Euro }2.00
\end{aligned}[/math]
Osservazione: Per ogni limonata venduta, Marco guadagna €2 che possono essere utilizzati per coprire i costi fissi.
Step 3: Calcolare il BEP in quantità ([math]Q_{BEP}[/math]).
[math]\displaystyle \begin{aligned}
Q_{BEP} &= \frac{CF}{MC_u} \\
&= \frac{300}{2.00} = 150
\end{aligned}[/math]
Quindi, Marco deve vendere 150 lemonate per non perdere né guadagnare.
Step 4: Calcolare il Fatturato di Break-Even ([math]Fatt_{BEP}[/math]).
[math]\displaystyle \begin{aligned}
Fatt_{BEP} &= Q_{BEP} \times P \\
&= 150 \times 2.50 = \text{ Euro }375
\end{aligned}[/math]
In alternativa: [math]Fatt_{BEP} = CF / (MC_u/P) = 300 / (2.00/2.50) = \text{ Euro }375[/math]. Il rapporto [math](MC_u/P)[/math] è il “Margine di Contribuzione Percentuale”.
Domanda di Riflessione:
Quale ruolo gioca il Margine di Contribuzione Unitario nel calcolo del BEP?
Risposta: Il [math]MC_u[/math] funge da “ponte” tra i costi fissi e il numero di unità da vendere. Determina la velocità con cui i costi fissi vengono coperti. Un [math]MC_u[/math] più alto significa un BEP più basso e quindi un rischio d’impresa minore.
Esercizio 2 (Facile/Intermedio) – La T-Shirt dell’Evento
Testo:
Un’associazione studentesca vuole stampare delle magliette per un evento. La tipografia chiede un costo fisso di €200 per l’allestimento della stampa, più €8 per ogni maglietta prodotta. L’associazione prevede di vendere ogni maglietta a €15.
Trova la funzione del Costo Totale (CT).
Trova la funzione del Ricavo Totale (RT).
Determina il BEP sia algebricamente che graficamente (spiegando il significato del grafico).
Risoluzione:
Step 1: Definire le funzioni.
Costo Totale (CT):
[math]CT = CF + (CV_u \times Q) = 200 + 8Q[/math]
Ricavo Totale (RT):
[math]RT = P \times Q = 15Q[/math]
Step 2: Trovare il BEP algebricamente.
Il BEP è il punto in cui [math]CT = RT[/math].
[math]\displaystyle \begin{aligned}
200 + 8Q &= 15Q \\
200 &= 15Q – 8Q \\
200 &= 7Q \\
Q_{BEP} &= \frac{200}{7} \approx 28.57
\end{aligned}[/math]
Poiché non si possono vendere frazioni di maglietta, l’associazione deve vendere 29 magliette per iniziare a guadagnare.
Step 3: Interpretazione del Grafico.

Analisi Grafica:
Due rette su un piano cartesiano: La linea dei Costi parte “alta” (€200) ma sale piano (€8 alla volta). La linea dei Ricavi parte da zero ma sale più ripida (€15 alla volta). Il punto dove la linea ripida sorpassa quella lenta è il tuo BEP.
-
A sinistra dell’incrocio: Zona di Perdita (Area Rossa).
-
A destra dell’incrocio: Zona di Profitto (Area Verde).
Riflessione: Il mondo reale è discreto, non continuo. Matematicamente è 28.57, ma economicamente è 29. Quell’arrotondamento è la differenza tra perdere pochi centesimi e guadagnare i primi spiccioli.
💡 Osservazione: L’approccio grafico è potente perché visualizza immediatamente l’area di profitto e di perdita, e mostra come un aumento del prezzo o una riduzione dei costi fissi spostino il BEP a sinistra, rendendo l’impresa più redditizia.
Domanda di Riflessione:
Perché in questo caso il BEP non è un numero intero e come si gestisce questa situazione nella realtà?
Risposta: I calcoli algebrici possono dare risultati decimali, ma nel mondo reale le unità sono discrete (intere). Si applica il principio di “arrotondamento per eccesso” alla quantità, poiché vendere la 29esima maglietta è ciò che permette di superare la soglia di pareggio.
Esercizio 3 (Intermedio) – La Palestra “IronWill”
Testo:
La palestra “IronWill” ha costi fissi mensili (affitto, utenze, stipendi) di €8.000. Offre un unico abbonamento al prezzo di €50 al mese. I costi variabili per ogni cliente (manutenzione attrezzi, asciugamani, ecc.) sono stimati in €5.
Quanti abbonati sono necessari per il BEP?
L’obiettivo del proprietario è un utile mensile di €4.000. Quanti abbonati servono per raggiungere questo obiettivo (quantità di target)?
Risoluzione:
Step 1: Calcolare il BEP.
[math]\displaystyle \begin{aligned}
CF &= \text{ Euro }8.000 \\
P &= \text{ Euro }50 \\
CV_u &= \text{ Euro }5 \\
MC_u &= 50 – 5 = \text{ Euro }45 \\
Q_{BEP} &= \frac{CF}{MC_u} = \frac{8000}{45} \approx 177.78
\end{aligned}[/math]
Servono quindi 178 abbonati per il pareggio.
Step 2: Calcolare la Quantità di Target ([math]Q_T[/math]).
La formula si modifica per includere l’Utile Obiettivo ([math]U[/math]).
[math]\displaystyle \begin{aligned}
Q_T &= \frac{CF + U}{MC_u} \\
&= \frac{8000 + 4000}{45} = \frac{12000}{45} \approx 266.67
\end{aligned}[/math]
Per raggiungere un utile di €4.000, servono 267 abbonati.
💡 Osservazione: Questo esercizio introduce il concetto di Analisi “Costo-Volume-Profitto” (CVP). La formula base del BEP è un caso particolare della formula CVP con Utile [math]= 0[/math]. È uno strumento fondamentale per la pianificazione aziendale.
Domanda di Riflessione:
Come cambierebbe il numero di abbonati necessario se il proprietario volesse realizzare un utile dopo le tasse del [math]\text{ Euro }4.000[/math], supponendo un’aliquota fiscale del [math]30\%[/math]?
Risposta: Prima bisogna calcolare l’utile prima delle tasse ([math]UBT[/math]). Se [math]U[/math] è l’utile dopo le tasse e l’aliquota è [math]t[/math], allora [math]UBT = U / (1 – t)[/math]. Quindi, [math]UBT = 4000 / (1 – 0.30) = \text{ Euro }5714.29[/math]. La quantità di target diventerebbe [math]Q_T = (8000 + 5714.29) / 45 \approx 305[/math] abbonati. Le tasse aumentano significativamente la soglia di vendita necessaria.
Esercizio 4 (Intermedio/Avanzato) – Il Ristorante “Duomo”
Testo:
Il ristorante “Duomo” ha costi fissi mensili di €12.000. Il prezzo medio di un pasto ([math]P[/math]) è €30 e il costo variabile medio per pasto ([math]CV_u[/math]) è €12. A causa della forte concorrenza, il proprietario sta valutando una campagna marketing che costerebbe €1.500 al mese, ma che si stima aumenterebbe i clienti del [math]10\%[/math]. Attualmente serve 700 clienti al mese.
È conveniente investire in questa campagna? (Calcola l’utile attuale e quello previsto).
Di quanto dovrebbe aumentare la clientela (in percentuale) per rendere la campagna appena conveniente (BEP della decisione)?
Risoluzione:
Step 1: Calcolare l’Utile Attuale.
[math]\displaystyle \begin{aligned}
MC_u &= 30 – 12 = \text{ Euro }18 \\
\text{Ricavi Totali} &= 700 \times 30 = \text{ Euro }21.000 \\
\text{Costi Variabili Totali} &= 700 \times 12 = \text{ Euro }8.400 \\
\text{Utile Attuale} &= 21.000 – (12.000 + 8.400) = \mathbf{\text{ Euro }600}
\end{aligned}[/math]
Step 2: Calcolare l’Utile Previsto con la Campagna.
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\text{Nuovi CF} &= 12.000 + 1.500 = \text{ Euro }13.500 \\
\text{Nuova Quantità} &= 700 \times 1.10 = 770 \text{ clienti} \\
\text{Nuovo Utile} &= (770 \times 18) – 13.500 \\
&= 13.860 – 13.500 = \mathbf{\text{ Euro }360}
\end{aligned}[/math]
Step 3: Analisi di Convenienza.
L’utile scenderebbe da [math]\text{ Euro }600[/math] a [math]\text{ Euro }360[/math]. Quindi, con un aumento del [math]10\%[/math] dei clienti, la campagna non è conveniente.
Step 4: Trovare il BEP della Decisione.
Dobbiamo trovare la quantità [math]Q[/math] tale che il nuovo utile sia uguale a quello attuale ([math]\text{ Euro }600[/math]).
[math]\displaystyle \begin{aligned}
(Q \times 18) – 13.500 &= 600 \\
(Q \times 18) &= 14.100 \\
Q &= \frac{14100}{18} = 783.33 \rightarrow \mathbf{784} \text{ clienti}
\end{aligned}[/math]
L’aumento percentuale minimo necessario è: [math](784-700)/700 \approx 0.12 = \mathbf{12\%}[/math].
💡 Osservazione: Questo è un classico esempio di Analisi Incrementale. Si confrontano solo i costi e i ricavi che cambiano a seguito di una decisione. Il costo fisso originale ([math]\text{ Euro }12.000[/math]) è irrilevante per la decisione, perché è un costo che si sostiene in ogni caso.
Domanda di Riflessione:
Perché in un’analisi di decisione come questa è sbagliato considerare l’intero ammontare dei costi fissi?
Risposta: Perché i costi fissi già esistenti (come l’affitto) non sono influenzati dalla decisione specifica (fare o meno la campagna marketing). L’analisi deve focalizzarsi sui costi e ricavi differenziali o marginali (in questo caso, il costo aggiuntivo della campagna e il ricavo aggiuntivo dei clienti in più) per prendere una decisione razionale.
Esercizio 5 (Avanzato) – L’Azienda “TecnoSoft” con due prodotti
Testo:
L’azienda “TecnoSoft” produce due tipi di software: “Base” e “Pro”.
- Software Base: [math]P = \text{ Euro }100[/math], [math]CV_u = \text{ Euro }40[/math].
- Software Pro: [math]P = \text{ Euro }250[/math], [math]CV_u = \text{ Euro }80[/math].
I costi fissi comuni dell’azienda sono €78.000. Il mix di vendita previsto è di 3 unità di “Base” per ogni 2 unità di “Pro”.
Calcola il BEP multiprodotto in termini di “pacchetti” di vendita e poi in unità fisiche dei singoli prodotti.
Risoluzione:
Step 1: Definire il “Pacchetto” (Mix) di Vendita.
Il mix è 3 Base : 2 Pro. Un “pacchetto” è composto da 3 unità Base e 2 unità Pro.
Step 2: Calcolare il Margine di Contribuzione per Pacchetto.
[math]\displaystyle \begin{aligned}
MC_u \text{ Base} &= 100 – 40 = \text{ Euro }60 \\
MC_u \text{ Pro} &= 250 – 80 = \text{ Euro }170 \\
MC \text{ per Pacchetto} &= (3 \times 60) + (2 \times 170) \\
&= 180 + 340 = \mathbf{\text{ Euro }520}
\end{aligned}[/math]
Step 3: Calcolare il numero di Pacchetti per il BEP.
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\text{Pacchetti}_{BEP} &= \frac{CF}{MC \text{ Pacchetto}} \\
&= \frac{78000}{520} = \mathbf{150} \text{ pacchetti}
\end{aligned}[/math]
Step 4: Scomporre i Pacchetti nelle singole unità.
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\text{Unità di “Base” al BEP} &= 150 \times 3 = \mathbf{450} \text{ unità} \\
\text{Unità di “Pro” al BEP} &= 150 \times 2 = \mathbf{300} \text{ unità}
\end{aligned}[/math]
Step 5: Verifica.
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\text{Ricavi Totali} &= (450 \times 100) + (300 \times 250) = 45.000 + 75.000 = \text{ Euro }120.000 \\
\text{Costi Variabili Totali} &= (450 \times 40) + (300 \times 80) = 18.000 + 24.000 = \text{ Euro }42.000 \\
\text{MC Totale} &= 120.000 – 42.000 = \text{ Euro }78.000 \\
\text{Utile} &= MC \text{ Totale} – CF = 78.000 – 78.000 = \mathbf{\text{ Euro }0} \quad \checkmark
\end{aligned}[/math]
Domanda di Riflessione:
Cosa succederebbe al BEP se il mix di vendita effettivo si discostasse da quello previsto ([math]3:2[/math])?
Risposta: Il BEP calcolato ([math]150[/math] pacchetti) sarebbe inesatto. Se si vendesse una proporzione maggiore del prodotto con [math]MC_u[/math] più basso (Base), servirebbero più pacchetti per coprire i [math]CF[/math], e il BEP reale sarebbe più alto. Al contrario, vendere più prodotti “Pro” abbasserebbe il BEP reale. L’analisi è sensibile al mix.
Riflessione (Il rischio del Mix): Attenzione: questo BEP è valido solo se mantieni il rapporto 3:2. Se i venditori iniziano a vendere solo il software “Base” perché è più facile da piazzare, il margine medio crolla e il punto di pareggio si allontana, portando l’azienda in perdita anche con lo stesso fatturato.
Esercizio 6 (Molto Avanzato) – Il Progetto “Start-up EcoBag”
Testo:
Una start-up vuole lanciare una borsa ecologica. I costi fissi per il design e gli stampi (costi irrecuperabili) sono €20.000. Il costo variabile di produzione è €8 a borsa. Il team di marketing propone due strategie:
- Strategia A (Premium): Prezzo di €50. Con questo posizionamento, si stimano vendite di 1.000 unità.
- Strategia B (Economica): Prezzo di €30. Con questo prezzo, si stimano vendite di 2.500 unità.
Quale strategia massimizza l’utile? Esiste un prezzo intermedio che potrebbe essere ancora più profittevole? (Suggerimento: ipotizza una funzione di domanda lineare tra i due punti prezzo/quantità).
Risoluzione:
Step 1: Calcolare l’Utile per le due Strategie.
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\text{Strategia A: Utile} &= (50 – 8) \times 1000 – 20.000 \\
&= 42.000 – 20.000 = \mathbf{\text{ Euro }22.000} \\
\text{Strategia B: Utile} &= (30 – 8) \times 2500 – 20.000 \\
&= 55.000 – 20.000 = \mathbf{\text{ Euro }35.000}
\end{aligned}[/math]
La Strategia B è più profittevole.
Step 2: Modellare la Funzione di Domanda.
Abbiamo due punti: [math](P=50, Q=1000)[/math] e [math](P=30, Q=2500)[/math].
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\text{Pendenza } m &= \frac{2500 – 1000}{30 – 50} = \frac{1500}{-20} = -75 \\
\text{Funzione di domanda } Q &- 1000 = -75(P – 50) \\
Q &= -75P + 3750 + 1000 \\
Q &= \mathbf{-75P + 4750}
\end{aligned}[/math]
Step 3: Trovare il Prezzo Ottimale per Massimizzare l’Utile.
La funzione di Utile [math]U[/math] in funzione del Prezzo [math]P[/math] è:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
U(P) &= (P – CV_u) \times Q(P) – CF \\
U(P) &= (P – 8) \times (-75P + 4750) – 20000 \\
U(P) &= (-75P^2 + 4750P + 600P – 38000) – 20000 \\
U(P) &= \mathbf{-75P^2 + 5350P – 58000}
\end{aligned}[/math]
Il massimo di questa parabola (rivolta verso il basso) si trova in corrispondenza del vertice [math]P = -b/(2a)[/math].
[math]\displaystyle \begin{aligned}
P_{\text{ottimale}} &= \frac{-5350}{2 \times (-75)} = \frac{-5350}{-150} \approx \mathbf{\text{ Euro }35.67}
\end{aligned}[/math]
Step 4: Calcolare Quantità e Utile con il Prezzo Ottimale.
[math]\displaystyle \begin{aligned}
Q_{\text{ottimale}} &= -75(35.67) + 4750 \\
&\approx -2675 + 4750 = \mathbf{2075} \text{ unità} \\
U_{\text{ottimale}} &= (35.67 – 8) \times 2075 – 20000 \\
&= (27.67 \times 2075) – 20000 \\
&\approx 57,400 – 20,000 = \mathbf{\text{ Euro }37.400}
\end{aligned}[/math]


-
Primo grafico: Mostra la funzione di domanda lineare con i punti delle due strategie proposte e il punto ottimale calcolato.
-
Secondo grafico: Mostra la funzione di utile in funzione del prezzo, evidenziando chiaramente il massimo della parabola.
-
Terzo grafico: Un confronto a barre che mostra ricavi, margine di contribuzione e utile per le tre strategie.
Riflessione: Questo esercizio rompe la logica del “o vendiamo caro o vendiamo tanto”. Esiste quasi sempre una via di mezzo matematica che batte l’intuizione umana. L’ottimizzazione ha generato €2.400 in più rispetto alla migliore delle strategie intuitive, “gratis”, solo usando la matematica.
Domanda di Riflessione:
In questo modello, cosa succederebbe all’utile se il costo variabile aumentasse significativamente, ad esempio a [math]\text{ Euro }20[/math]?
Risposta: Un aumento del [math]CV_u[/math] ridurrebbe il Margine di Contribuzione Unitario per ogni livello di prezzo. La nuova funzione di Utile avrebbe un vertice spostato, portando molto probabilmente a un prezzo ottimale più alto e a una quantità ottimale più bassa, poiché l’azienda dovrebbe compensare il margine più stretto con un prezzo maggiore, accettando però un volume di vendite inferiore.
Articoli di approfondimento
- 👉 Break-even point (BEP): guida completa con esercizi e applicazioni
- 👉 BEP: 6 esercizi pratici con soluzioni
- 👉 BEP e analisi di sensibilità: guida pratica per decisioni aziendali a prova di rischio
- 👉 Economie di scala: 6 esercizi pratici con soluzioni
- 👉 Curva di Laffer: modello matematico e limiti pratici del gettito fiscale
Commento agli Esercizi
Analizziamo perché questi esercizi sono efficaci e cosa insegnano realmente.
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La Concretezza del Costo Unitario (Es. 1):
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È l’ABC. L’errore più comune nelle micro-imprese è non calcolare correttamente il margine unitario. Se sbagli qui, scalare il business significa solo scalare le perdite.
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La Trappola della Discrezione (Es. 2):
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Introduce il concetto di unità intere. Insegna che i modelli matematici sono approssimazioni della realtà e vanno interpretati con buon senso (arrotondamento per eccesso).
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L’Illusione dell’Utile Lordo (Es. 3):
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Il passaggio critico qui è l’effetto delle tasse. Molti business plan falliscono perché l’imprenditore calcola il BEP per coprire i costi, dimenticando che deve generare abbastanza cassa anche per lo Stato.
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La Rilevanza dei Costi (Es. 4):
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Questo è l’esercizio più “educativo” per i manager. Introduce il concetto controintuitivo che non tutti i costi contano. Imparare a ignorare i costi affondati (Sunk Costs) è una delle skill più difficili da acquisire psicologicamente.
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La Fragilità del Mix (Es. 5):
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Sposta l’attenzione dal volume alla qualità del fatturato. Dimostra che si può andare in bancarotta anche con vendite record, se si vende il prodotto sbagliato (quello a basso margine).
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Oltre il Break-Even (Es. 6):
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Qui si passa dalla contabilità all’economia. Non cerchiamo più di “non perdere” (BEP), ma di “vincere il massimo possibile” (Max Profit). Unisce algebra e strategia, mostrando che il prezzo è una leva dinamica, non un numero fisso.
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