Spesso l’economia sembra una disciplina fatta solo di curve che si intersecano nel vuoto. Studi formule, sposti rette, calcoli aree, ma perdi di vista il punto fondamentale: stiamo parlando di come le persone e le aziende prendono decisioni difficili.
Se stai preparando un esame, probabilmente ti serve capire “come si fa il calcolo” senza perderti in troppi giri di parole.
Qui trovi sei esercizi progressivi, pensati per portarti dalle basi della concorrenza perfetta fino alle strategie più complesse degli oligopoli.
Non ci limiteremo a trovare la “x”: proveremo a capire perché un monopolista non può alzare il prezzo all’infinito o perché due bar vicini finiscono per vendere il caffè allo stesso prezzo.
Prendi carta, penna e calcolatrice. Iniziamo a fare i conti.
Esercizio 1 (Facile) – Concorrenza perfetta e determinazione del prezzo
Testo
Nella città di Maranello esiste un mercato di concorrenza perfetta per la vendita di tortellini freschi al kg. La domanda di mercato è data da:
[math]Q_D = 1200 – 300P[/math]
La funzione di offerta di mercato è:
[math]Q_S = 200P[/math]
Dove [math]P[/math] è il prezzo in euro al kg e [math]Q[/math] è la quantità in kg al giorno.
- Determina il prezzo e la quantità di equilibrio.
- Spiega perché in concorrenza perfetta né i produttori né i consumatori possono influenzare il prezzo.
Risoluzione
Teoria richiamata: In concorrenza perfetta, il prezzo si forma dall’incontro tra domanda e offerta di mercato. Poiché il mercato è atomistico, ciascun agente è price-taker.
a) Calcolo dell’Equilibrio:
Imponiamo la condizione [math]Q_D = Q_S[/math]:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
1200 – 300P &= 200P \\
1200 &= 500P \\
P^* &= \frac{1200}{500} = 2,40 \text{ €/kg}
\end{aligned}[/math]
Sostituiamo il prezzo di equilibrio in una delle due equazioni (ad esempio l’offerta) per trovare la quantità:
[math]Q^* = 200 \times 2,4 = 480 \text{ kg}[/math]
Verifica con la domanda: [math]1200 – 300(2,4) = 1200 – 720 = 480[/math]. Il risultato è corretto.
b) Spiegazione teorica:
In concorrenza perfetta ci sono moltissimi produttori e consumatori, ciascuno con una quota di mercato trascurabile. I prodotti sono omogenei e l’informazione è perfetta. Se un singolo venditore alzasse il prezzo sopra i 2,40 €, i consumatori si sposterebbero istantaneamente verso la concorrenza; se lo abbassasse, non riuscirebbe a coprire i costi marginali nel lungo periodo. Il prezzo è quindi un “dato” per il singolo (parametro esogeno).
💡 Osservazioni
- L’equilibrio si trova sempre uguagliando la quantità domandata alla quantità offerta.
- In concorrenza perfetta il prezzo è una variabile per il mercato nel suo complesso, ma un dato costante per la singola impresa.
Domanda di riflessione: Quale proprietà della concorrenza perfetta garantisce che il prezzo sia determinato solo dall’equilibrio domanda-offerta?
Esercizio 2 (Facile-Medio) – Impresa in concorrenza perfetta e massimizzazione del profitto
Testo
Nello stesso mercato dei tortellini (prezzo di mercato [math]P = 2,40[/math] €), la “Pasta Fresca di Nonna Lina” è una delle tante imprese presenti. Il suo costo totale giornaliero è:
[math]CT(q) = 0,5q^2 + 10[/math]
dove [math]q[/math] è la produzione in kg della singola impresa.
- Calcola la quantità [math]q^*[/math] che massimizza il profitto dell’impresa.
- Determina il profitto giornaliero ottenuto.
- L’impresa nel lungo periodo resterà nel mercato? Motiva la risposta.
Risoluzione
Teoria richiamata: Un’impresa price-taker massimizza il profitto quando il prezzo è uguale al costo marginale ([math]P = CMa[/math]), a condizione che il prezzo sia superiore al costo variabile medio ([math]P \ge CVMe[/math]) per giustificare la produzione nel breve periodo.
a) Calcolo della quantità ottimale:
Calcoliamo il costo marginale ([math]CMa[/math]) derivando la funzione del costo totale rispetto a [math]q[/math]:
[math]CMa = \frac{dCT}{dq} = q[/math]
Poniamo la condizione di ottimo [math]P = CMa[/math]:
[math]2,4 = q^* \Rightarrow q^* = 2,4 \text{ kg}[/math]
b) Calcolo del Profitto ([math]\pi[/math]):
[math]\pi = RT – CT = (P \cdot q) – (0,5q^2 + 10)[/math]
[math]RT = 2,4 \times 2,4 = 5,76 \text{ €}[/math]
[math]CT = 0,5 \times (2,4)^2 + 10 = 0,5 \times 5,76 + 10 = 12,88 \text{ €}[/math]
[math]\pi = 5,76 – 12,88 = -7,12 \text{ €} \text{ (perdita)}[/math]
c) Analisi di lungo periodo:
Nel breve periodo l’impresa continua a produrre se copre almeno i costi variabili ([math]P \ge CVMe[/math]):
[math]CV = 0,5q^2 \Rightarrow CVMe = 0,5q = 0,5 \times 2,4 = 1,20 \text{ €}[/math].
Poiché [math]P (2,40) > CVMe (1,20)[/math], l’impresa produce per minimizzare le perdite.
Nel lungo periodo, poiché l’impresa è in perdita ([math]P < CMe[/math] totale, dove [math]CMe \approx 5,37 \text{ €}[/math]), essa sceglierà di uscire dal mercato a meno che il prezzo non salga.
💡 Osservazioni
- Nel breve periodo i costi fissi sono “affondati” (sunk costs): l’impresa produce se riesce a coprire i costi variabili.
- Il punto di chiusura (shutdown point) si ha quando il prezzo scende sotto il minimo del [math]CVMe[/math].
Domanda di riflessione: Perché nel breve periodo si confronta il prezzo con il CVMe e non con il CMe totale?
Esercizio 3 (Medio) – Monopolio e massimizzazione del profitto
Testo
Una società detiene il brevetto esclusivo per un farmaco salvavita. La domanda di mercato è espressa dalla funzione:
[math]P = 100 – 2Q[/math]
Il costo totale di produzione è:
[math]CT = 20Q + 100[/math]
(Costi in migliaia di euro, [math]Q[/math] in migliaia di unità).
- Determina la quantità, il prezzo e il profitto del monopolista.
- Rappresenta graficamente l’equilibrio di monopolio indicando la perdita netta di benessere sociale.
- Se l’autorità imponesse un prezzo pari al costo marginale ([math]P = CMa[/math]), quali sarebbero il prezzo e la quantità? Cosa accadrebbe al profitto?
Risoluzione
Teoria richiamata: A differenza della concorrenza perfetta, il monopolista ha potere di mercato. Massimizza il profitto dove il ricavo marginale è uguale al costo marginale ([math]RM = CMa[/math]). In presenza di una domanda lineare, il ricavo marginale ha la stessa intercetta ma pendenza doppia rispetto alla domanda.
a) Calcolo dell’equilibrio di monopolio:
1. Ricavo Totale (RT): [math]RT = P \cdot Q = (100 – 2Q)Q = 100Q – 2Q^2[/math]
2. Ricavo Marginale (RM): [math]RM = \frac{dRT}{dQ} = 100 – 4Q[/math]
3. Costo Marginale (CMa): [math]CMa = \frac{dCT}{dQ} = 20[/math]
Poniamo [math]RM = CMa[/math]:
[math]100 – 4Q = 20 \Rightarrow 4Q = 80 \Rightarrow Q_m = 20[/math]
Sostituiamo [math]Q_m[/math] nella domanda per trovare il prezzo:
[math]P_m = 100 – 2(20) = 60 \text{ (mila €)}[/math]
Profitto ([math]\pi[/math]):
[math]RT = 60 \times 20 = 1200[/math]
[math]CT = 20 \times 20 + 100 = 500[/math]
[math]\pi = 1200 – 500 = 700 \text{ (mila €)}[/math]
b) Grafico e Perdita Secca:
L’equilibrio si trova all’intersezione tra RM e CMa, ma il prezzo si legge sulla curva di domanda. La perdita netta (Deadweight Loss) è rappresentata dall’area del triangolo tra la curva di domanda e il costo marginale nell’intervallo tra la quantità di monopolio e quella di concorrenza.

Interpretazione del grafico:
-
La perdita secca (area rossa) rappresenta il benessere sociale perduto a causa del monopolio rispetto alla concorrenza perfetta
-
Il triangolo verde rappresenta il profitto del monopolista
-
La differenza tra domanda e ricavo marginale mostra perché il monopolista produce meno della quantità socialmente ottimale
-
Il grafico visualizza chiaramente perché la regolamentazione che impone P=CMa porterebbe a profitti negativi per il monopolista (necessitando di una sovvenzione)
💡 Osservazione Tecnica: La Geometria della Perdita Secca
Perché la Perdita Secca (Deadweight Loss) viene sempre rappresentata come un triangolo nei grafici economici? La risposta risiede nel calcolo del benessere sociale non realizzato.
Essa rappresenta la somma del surplus del consumatore e del produttore che svanisce quando la produzione è inferiore a quella socialmente ottimale ([math]P = CMa[/math]).
Geometricamente, i lati del triangolo della perdita secca sono definiti come segue:
- Base: La differenza tra la quantità di concorrenza perfetta e la quantità monopolistica ([math]Q_c – Q_m[/math]).
- Altezza: La differenza tra il prezzo che i consumatori sarebbero disposti a pagare (curva di domanda) e il costo marginale di produzione in quell’intervallo.
Il significato economico: Ogni singola unità non prodotta tra [math]Q_m[/math] e [math]Q_c[/math] rappresenta un’occasione mancata: per quelle unità, il valore attribuito dai consumatori era superiore al costo necessario per produrle. Il triangolo “misura” esattamente il valore totale di questo benessere perduto.
c) Regolamentazione ([math]P = CMa[/math]):
Se l’autorità impone [math]P = CMa = 20[/math]:
Dalla domanda: [math]20 = 100 – 2Q \Rightarrow 2Q = 80 \Rightarrow Q = 40[/math].
Nuovo Profitto: [math]RT = 20 \times 40 = 800[/math]; [math]CT = 20 \times 40 + 100 = 900[/math].
[math]\pi = 800 – 900 = -100[/math]. L’impresa subisce una perdita e necessiterebbe di sussidi per non chiudere.
💡 Osservazioni
- Per vendere un’unità in più, il monopolista deve abbassare il prezzo su tutte le unità vendute: ecco perché il [math]RM[/math] è sempre inferiore al prezzo.
- Il monopolio produce meno e a un prezzo più alto rispetto all’ottimo sociale, creando inefficienza.
Domanda di riflessione: Perché il ricavo marginale è minore del prezzo per il monopolista?
Esercizio 4 (Medio-Difficile) – Concorrenza monopolistica e libertà di entrata
Testo
Nel mercato dei panini gourmet in centro a Bologna operano molte paninerie differenziate (per posizione, ingredienti, ambiente). La funzione di domanda per una tipica panineria è:
[math]P = 30 – 0,5Q[/math]
I costi totali dell’impresa sono:
[math]CT = 100 + 5Q + 0,25Q^2[/math]
- Trova la quantità e il prezzo di equilibrio nel breve periodo (massimizzazione del profitto).
- Calcola il profitto giornaliero.
- Descrivi cosa succede nel lungo periodo in concorrenza monopolistica e spiega il concetto di equilibrio a profitto nullo.
Risoluzione
Teoria richiamata: La concorrenza monopolistica combina elementi del monopolio (prodotto differenziato e curva di domanda inclinata negativamente) e della concorrenza perfetta (libertà di entrata e uscita). Nel lungo periodo, l’ingresso di nuovi concorrenti erode il profitto fino a renderlo nullo.
a) Equilibrio nel breve periodo:
1. Ricavo Totale (RT): [math]RT = P \cdot Q = (30 – 0,5Q)Q = 30Q – 0,5Q^2[/math]
2. Ricavo Marginale (RM): [math]RM = \frac{dRT}{dQ} = 30 – Q[/math]
3. Costo Marginale (CMa): [math]CMa = \frac{dCT}{dQ} = 5 + 0,5Q[/math]
Condizione di ottimo [math]RM = CMa[/math]:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
30 – Q &= 5 + 0,5Q \\
25 &= 1,5Q \\
Q^* &= \frac{50}{3} \approx 16,67 \text{ unità}
\end{aligned}[/math]
Prezzo: [math]P = 30 – 0,5(16,67) = 30 – 8,33 = 21,67 \text{ €}[/math]
b) Calcolo del Profitto ([math]\pi[/math]):
[math]RT = 21,67 \times 16,67 \approx 361,1 \text{ €}[/math]
[math]CT = 100 + 5(16,67) + 0,25(16,67)^2 = 100 + 83,35 + 69,47 \approx 252,82 \text{ €}[/math]
[math]\pi = 361,1 – 252,82 = 108,28 \text{ €}[/math]
Poiché il profitto è positivo, nuove imprese saranno attratte nel mercato nel lungo periodo.
c) Equilibrio di lungo periodo:
L’entrata di nuovi concorrenti sposta la curva di domanda della singola impresa verso sinistra (si riduce la quota di mercato). Il processo continua finché la curva di domanda non diventa tangente alla curva del Costo Medio ([math]CMe[/math]). In questo punto:
- [math]RM = CMa[/math] (l’impresa massimizza ancora il profitto).
- [math]P = CMe[/math] (il profitto economico è zero).
💡 Osservazioni
- Eccesso di capacità: Nel lungo periodo, l’impresa produce una quantità inferiore rispetto a quella che minimizzerebbe il costo medio totale (punto di minimo della curva a U).
- Il prezzo nel lungo periodo resta comunque superiore al costo marginale ([math]P > CMa[/math]), indicando una persistente inefficienza allocativa rispetto alla concorrenza perfetta.
Domanda di riflessione: Perché nella concorrenza monopolistica nel lungo periodo le imprese producono con eccesso di capacità?
Esercizio 5 (Difficile) – Duopolio di Cournot
Testo
Due aziende, AcquaPura e SorgenteBlu, producono acqua minerale con un costo marginale costante [math]CMa = 2[/math] €/litro e nessun costo fisso. La funzione di domanda di mercato è:
[math]P = 20 – 0,1Q[/math]
dove [math]Q = q_A + q_B[/math] è la somma delle quantità prodotte dalle due imprese.
- Determina le funzioni di reazione di ciascuna impresa.
- Calcola le quantità di equilibrio di Cournot, il prezzo di mercato e i profitti individuali.
- Confronta il risultato ottenuto con gli esiti di concorrenza perfetta e di monopolio.
Risoluzione
Teoria richiamata: Nel modello di Cournot, le imprese scelgono simultaneamente le quantità. Ciascuna impresa massimizza il proprio profitto considerando come data la quantità prodotta dal concorrente.
a) Determinazione delle funzioni di reazione:
Per l’impresa A:
[math]RT_A = P \cdot q_A = [20 – 0,1(q_A + q_B)]q_A = 20q_A – 0,1q_A^2 – 0,1q_Aq_B[/math]
[math]RM_A = \frac{\partial RT_A}{\partial q_A} = 20 – 0,2q_A – 0,1q_B[/math]
Poniamo [math]RM_A = CMa = 2[/math]:
[math]20 – 0,2q_A – 0,1q_B = 2 \Rightarrow 18 – 0,1q_B = 0,2q_A[/math]
[math]q_A = 90 – 0,5q_B[/math] (Funzione di reazione di A)
Essendo le imprese simmetriche, la funzione di reazione di B sarà: [math]q_B = 90 – 0,5q_A[/math].
b) Calcolo dell’equilibrio di Cournot:
Sostituiamo la reazione di B in quella di A:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
q_A &= 90 – 0,5(90 – 0,5q_A) \\
q_A &= 90 – 45 + 0,25q_A \\
0,75q_A &= 45 \Rightarrow q_A = 60 \text{ litri}
\end{aligned}[/math]
Per simmetria, [math]q_B = 60[/math]. La quantità totale di mercato è [math]Q = 120[/math].
Prezzo: [math]P = 20 – 0,1(120) = 8 \text{ €}[/math]
Profitto (singola impresa): [math]\pi = (P – CMa)q = (8 – 2) \times 60 = 360 \text{ €}[/math]
c) Confronto tra regimi di mercato:
| Regime | Prezzo (P) | Quantità (Q) | Profitto Totale |
|---|---|---|---|
| Concorrenza Perfetta | 2 € | 180 | 0 € |
| Cournot (Oligopolio) | 8 € | 120 | 720 € |
| Monopolio | 11 € | 90 | 810 € |
💡 Osservazioni
- L’esito di Cournot è meno efficiente della concorrenza perfetta (prezzo più alto, quantità minore), ma più vantaggioso per i consumatori rispetto al monopolio.
- Le imprese avrebbero un incentivo a colludere (comportarsi come un unico monopolista e dividersi i profitti), ma tale accordo è spesso instabile perché ogni impresa ha un incentivo individuale a produrre di più per aumentare la propria quota.
Domanda di riflessione: Come mai in Cournot le imprese potrebbero ottenere profitti maggiori colludendo?
Esercizio 6 (Molto Difficile) – Oligopolio di Bertrand con prodotti differenziati
Testo
Due bar, “Caffè Centrale” e “Espresso Lounge”, vendono caffè differenziati (per location, servizio e miscela). Le rispettive funzioni di domanda sono:
[math]q_C = 100 – 2P_C + P_E[/math]
[math]q_E = 100 – 2P_E + P_C[/math]
I costi marginali sono costanti per entrambi: [math]CMa_C = CMa_E = 10[/math].
- Trova le funzioni di reazione basate sui prezzi di ciascun bar.
- Determina l’equilibrio di Nash nei prezzi.
- Calcola i profitti di equilibrio.
- Cosa succederebbe se i due prodotti fossero perfettamente omogenei (Bertrand standard)?
Risoluzione
Teoria richiamata: Nel modello di Bertrand con differenziazione, le imprese competono fissando il prezzo. Poiché i prodotti non sono perfetti sostituti, un’impresa non perde tutti i clienti se fissa un prezzo leggermente superiore alla concorrente. L’equilibrio si trova dove le funzioni di reazione dei prezzi si intersecano.
a) Determinazione delle funzioni di reazione:
Massimizziamo il profitto del Caffè Centrale ([math]\pi_C[/math]):
[math]\pi_C = (P_C – 10) \cdot q_C = (P_C – 10)(100 – 2P_C + P_E)[/math]
Deriviamo rispetto a [math]P_C[/math] e poniamo uguale a zero:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\frac{d\pi_C}{dP_C} &= (100 – 2P_C + P_E) + (P_C – 10)(-2) = 0 \\
&= 100 – 2P_C + P_E – 2P_C + 20 = 0 \\
&= 120 + P_E – 4P_C = 0 \\
P_C &= 30 + 0,25P_E \quad \text{ (Funzione di reazione di C)}
\end{aligned}[/math]
Per simmetria, la funzione di reazione dell’Espresso Lounge è: [math]P_E = 30 + 0,25P_C[/math].
b) Calcolo dell’equilibrio di Nash:
Sostituiamo la reazione di E nella reazione di C:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
P_C &= 30 + 0,25(30 + 0,25P_C) \\
P_C &= 30 + 7,5 + 0,0625P_C \\
0,9375P_C &= 37,5 \Rightarrow P_C = 40 \text{ €}
\end{aligned}[/math]
Di conseguenza, [math]P_E = 40[/math]. Entrambi i bar fissano lo stesso prezzo.
c) Calcolo dei Profitti:
Quantità: [math]q_C = 100 – 2(40) + 40 = 60[/math] unità.
Profitto: [math]\pi_C = (40 – 10) \times 60 = 1800 \text{ €}[/math] (uguale per l’altro bar).
d) Caso di prodotti omogenei (Bertrand standard):
Se i caffè fossero identici, i consumatori acquisterebbero esclusivamente dal bar con il prezzo più basso. Questo innescherebbe una guerra dei prezzi fino al limite del costo marginale: [math]P_C = P_E = 10[/math]. I profitti sarebbero nulli ([math]\pi = 0[/math]). Questo esito è noto come Paradosso di Bertrand.
💡 Osservazioni
- Potere di mercato: La differenziazione riduce l’elasticità incrociata. Un bar può alzare il prezzo senza veder fuggire tutti i clienti verso il concorrente.
- In questo modello, a differenza di Cournot, le funzioni di reazione sono inclinate positivamente: i prezzi sono complementi strategici (se il mio concorrente alza il prezzo, conviene alzarlo anche a me).
Domanda di riflessione: Perché con prodotti differenziati l’equilibrio di Bertrand porta a prezzi superiori al costo marginale?
Reality Check: I Limiti dei Modelli Economici
I modelli che abbiamo studiato sono bussole preziose, ma la realtà economica è un territorio selvaggio che raramente si lascia confinare in un’equazione. Ecco come i modelli si scontrano con il mondo vero.
1. Concorrenza Perfetta: Il “Vuoto Teorico”
Esiste davvero? Quasi mai. Nemmeno i tortellini sono perfetti: la simpatia del venditore, la fiducia e la posizione del banco creano differenze. È un ideale fisico, come l’attrito nullo, utile per misurare le distorsioni della realtà ma non per descriverla fedelmente.
2. Costi Fissi: Non sono mai davvero “Affondati”
L’idea che i costi fissi siano irrilevanti nel breve periodo è una semplificazione. Un’impresa valuta anche fattori reputazionali e strategici: produrre in perdita oggi può servire a non regalare quote di mercato ai rivali o a mantenere dipendenti qualificati.
3. Monopolio: Oltre il calcolo RM=CMa
Un monopolista reale (specie nel settore farmaceutico) non spreme il mercato al massimo teorico. Deve temere l’opinione pubblica, il rischio di nuove leggi punitive o l’arrivo di farmaci generici anticipati. Il calcolo puro ignora la dimensione politica del potere.
4. Concorrenza Monopolistica: Il mito del profitto zero
Nella realtà, le imprese differenziate creano continuamente nuovi vantaggi (marketing, innovazione) che generano profitti per anni. L’entrata di nuovi competitor non è mai fluida a causa di licenze, capitale iniziale e barriere locali.
5. Cournot: Strategie, non meccanica
I duopolisti non fissano quantità in modo meccanico. Si studiano, comunicano implicitamente e reagiscono nel tempo. In settori come l’acqua minerale, il branding e la pubblicità contano immensamente più della mera capacità produttiva dei pozzi.
6. Bertrand: L’inerzia dei prezzi
I modelli presuppongono aggiustamenti istantanei. Nella realtà esistono i “costi di menu”: cambiare i prezzi è faticoso e rischia di irritare i clienti fedeli. La differenziazione reale (atmosfera, barista carismatico) rende ogni bar un piccolo monopolio locale.
Conclusione: Perché studiare i modelli se la realtà è diversa?
Studiare i modelli economici è come studiare l’anatomia su un manichino: il manichino non respira e non sanguina, ma ti insegna dove si trovano gli organi. Capire la Concorrenza Perfetta ti permette di misurare quanto è “imperfetto” il mercato reale; capire il Monopolio ti permette di identificare quando una regolamentazione è necessaria per proteggere il benessere sociale.
La matematica ci dà la struttura, ma l’analisi critica ci dà la visione.
Risposte alle Domande di Riflessione
Comprendere la matematica dell’economia è importante, ma capire la logica comportamentale delle imprese lo è ancora di più. Ecco le spiegazioni dettagliate ai quesiti proposti negli esercizi.
Esercizio 1: Il potere del mercato atomistico
Domanda: Quale proprietà garantisce che il prezzo sia determinato solo dall’equilibrio?
Risposta: La proprietà cardine è l’atomicità del mercato unita all’omogeneità del prodotto. Poiché ogni venditore è minuscolo rispetto al mercato totale, non ha “forza” per spostare il prezzo. È un price-taker: deve accettare il prezzo che emerge dall’incrocio globale tra domanda e offerta.
Esercizio 2: La logica dei costi “affondati”
Domanda: Perché nel breve periodo si confronta il prezzo con il CVMe?
Risposta: Nel breve periodo, i costi fissi (affitto, macchinari) sono sunk costs (costi affondati): devono essere pagati anche se la produzione è zero. Pertanto, conviene produrre finché il prezzo copre almeno i costi vivi (variabili). Se il prezzo copre il [math]CVMe[/math] ma non il [math]CMe[/math] totale, l’impresa è in perdita ma perde meno producendo che stando ferma.
Esercizio 3: L’effetto di prezzo del monopolista
Domanda: Perché il ricavo marginale è minore del prezzo nel monopolio?
Risposta: Per vendere un’unità in più, il monopolista deve abbassare il prezzo. Ma, non potendo discriminare perfettamente, deve abbassarlo su tutte le unità che stava già vendendo. Questo “effetto quantità” positivo è parzialmente compensato da un “effetto prezzo” negativo sulle unità inframarginali, rendendo il [math]RM[/math] sempre più basso del prezzo di vendita.
Esercizio 4: Il costo della varietà
Domanda: Perché esiste l’eccesso di capacità in concorrenza monopolistica?
Risposta: Nel lungo periodo, la tangenza tra domanda e [math]CMe[/math] avviene necessariamente nel tratto decrescente della curva dei costi medi. Questo accade perché la curva di domanda è inclinata negativamente (grazie alla differenziazione). I consumatori pagano un prezzo più alto e le imprese producono meno del loro potenziale minimo: è il “prezzo” che la società paga per avere varietà e scelta invece di un prodotto standardizzato.
Esercizio 5: Il dilemma dell’oligopolista
Domanda: Perché le imprese di Cournot non riescono a colludere facilmente?
Risposta: La collusione (cartello) porterebbe al profitto massimo (monopolio), ma crea un forte incentivo al tradimento. Se l’impresa B produce la quota ridotta concordata, l’impresa A può ottenere un profitto ancora maggiore aumentando la propria produzione di nascosto. Poiché entrambe ragionano così, l’accordo crolla e si finisce nell’equilibrio di Cournot, più competitivo ma meno profittevole per i produttori.
Esercizio 6: L’ancora della differenziazione
Domanda: Perché con prodotti differenziati i prezzi restano sopra il costo marginale?
Risposta: La differenziazione crea un piccolo “monopolio locale” per ogni impresa. Anche se il bar accanto abbassa il prezzo del caffè di 10 centesimi, non perderò tutti i clienti perché alcuni preferiscono la mia posizione o la mia miscela. Questa minore elasticità incrociata protegge i margini di profitto ed evita la distruttiva guerra dei prezzi del modello di Bertrand standard.
Microeconomia: Duopoli & Domanda
📘 Microeconomia: le funzioni di domanda
📘 Esercizi svolti sul modello di concorrenza à la Bertrand
📘 Esercizio svolto sul duopolio di Cournot
📘 Esercizi sul duopolio di Cournot: funzione di reazione
📘 Guida pratica al duopolio di Cournot con 6 esercizi reali (2025)
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