Quando la calcolatrice ti mente: L’arte di ritrovare l’angolo perduto
In trigonometria c’è un senso di marcia facile e uno difficile. Andare dall’angolo alla coordinata è una passeggiata: 30 gradi sono sempre 30 gradi, e il loro seno sarà sempre 0,5. Nessuna sorpresa.
Ma prova a fare il percorso inverso. Hai in mano un numero, diciamo 0,5, e chiedi alla matematica: “Da quale angolo sono partito?”. Qui le cose si complicano. La matematica ti risponderà: “Dipende”. Potrebbe essere 30°, ma anche 150°, o magari 390°.
Le funzioni inverse—arcoseno, arcocoseno, arcotangente—sono il nostro tentativo di mettere ordine in questo caos. Sono strumenti potenti, ma rigidi: funzionano solo se accetti di giocare secondo le loro regole, all’interno di recinti molto stretti. Basta un passo fuori dal dominio e l’equazione si rompe, o peggio, ti restituisce un risultato fisicamente sensato ma matematicamente errato per il contesto.
In questo articolo non ci limiteremo ad applicare le formule. Analizzeremo quei casi limite che mandano in crash i software di grafica e fanno sbagliare i calcoli strutturali: identità che valgono “quasi” sempre, derivate che si spezzano e angoli che sembrano sparire.
Esercizio 1 (Livello base)
Testo: Calcola il valore numerico della seguente espressione: [math]y = \arcsin\left(\frac{1}{2}\right) + \arccos\left(-\frac{\sqrt{3}}{2}\right)[/math] Esprimi il risultato in radianti e, se possibile, in gradi sessagesimali.
Risoluzione:
Richiamo teorico:
[math]\arcsin x[/math] restituisce l’angolo [math]\theta[/math] nell’intervallo [math]\left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math] tale che [math]\sin \theta = x[/math]. [math]\arccos x[/math] restituisce l’angolo [math]\theta[/math] nell’intervallo [math][0, \pi][/math] tale che [math]\cos \theta = x[/math].
Calcoliamo il primo termine:
[math]\arcsin\left(\frac{1}{2}\right)[/math] Cerchiamo l’angolo [math]\theta[/math] in [math]\left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math] con [math]\sin \theta = \frac{1}{2}[/math]. L’angolo noto è [math]\theta = \frac{\pi}{6}[/math] (30°), che appartiene all’intervallo. Quindi: [math]\arcsin\left(\frac{1}{2}\right) = \frac{\pi}{6}[/math]
Calcoliamo il secondo termine:
[math]\arccos\left(-\frac{\sqrt{3}}{2}\right)[/math] Cerchiamo l’angolo [math]\alpha[/math] in [math][0, \pi][/math] con [math]\cos \alpha = -\frac{\sqrt{3}}{2}[/math]. Sappiamo che [math]\cos\left(\frac{\pi}{6}\right) = \frac{\sqrt{3}}{2}[/math]. Dalla relazione [math]\cos(\pi – \theta) = -\cos \theta[/math], otteniamo: [math]\cos\left(\pi – \frac{\pi}{6}\right) = \cos\left(\frac{5\pi}{6}\right) = -\frac{\sqrt{3}}{2}[/math] Inoltre [math]\frac{5\pi}{6}[/math] (150°) è nell’intervallo [math][0, \pi][/math]. Quindi: [math]\arccos\left(-\frac{\sqrt{3}}{2}\right) = \frac{5\pi}{6}[/math]
Somma dei due angoli: [math]y = \frac{\pi}{6} + \frac{5\pi}{6} = \frac{6\pi}{6} = \pi[/math] In gradi: [math]180^\circ[/math].
Risultato finale: [math]y = \pi[/math] (oppure [math]180^\circ[/math])
Osservazioni 💡 Quando si lavora con [math]\arccos[/math] di un valore negativo, ricordare che l’angolo risultante è nel II quadrante (tra [math]\pi/2[/math] e [math]\pi[/math]). La somma di due angoli espressi in radianti è diretta; in questo caso abbiamo ottenuto [math]\pi[/math], che è un angolo piatto.
Domanda di riflessione finale: Perché non abbiamo ottenuto [math]\pi/6 + \pi/6 = \pi/3[/math]? Cosa ci ricorda questo riguardo al fatto che [math]\arcsin[/math] e [math]\arccos[/math] non sono “l’inverso l’una dell’altra”?
Esercizio 2 (Livello base-intermedio)
Testo: Verifica se la seguente uguaglianza è vera per ogni [math]x \in [-1, 1][/math]: [math]\arcsin(x) + \arccos(x) = \frac{\pi}{2}[/math] Fornisci una spiegazione grafica o algebrica.
Risoluzione:
Richiamo teorico:
Sia [math]\theta = \arcsin(x)[/math], allora [math]x = \sin \theta[/math] con [math]\theta \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math]. Dalla relazione fondamentale [math]\sin^2 \theta + \cos^2 \theta = 1[/math], abbiamo [math]\cos \theta = \pm \sqrt{1-x^2}[/math]. Poiché [math]\theta \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math], il coseno è non negativo in tale intervallo (tranne agli estremi, dove è zero). Quindi [math]\cos \theta = \sqrt{1-x^2}[/math].
Consideriamo [math]\alpha = \arccos(x)[/math]: Per definizione [math]x = \cos \alpha[/math] con [math]\alpha \in [0, \pi][/math].
Relazione tra [math]\theta[/math] e [math]\alpha[/math]:
Vogliamo vedere se [math]\theta + \alpha = \frac{\pi}{2}[/math]. Calcoliamo [math]\sin(\alpha)[/math]: [math]\displaystyle \begin{aligned} \sin \alpha &= \sqrt{1-x^2} \ &{} \quad \text{(poiché } \alpha \in [0, \pi], \sin \alpha \ge 0\text{)} \end{aligned}[/math] Ma [math]\sin \alpha = \sin\left(\frac{\pi}{2} – \theta\right) = \cos \theta[/math]. E infatti [math]\cos \theta = \sqrt{1-x^2}[/math]. Quindi [math]\sin \alpha = \sin\left(\frac{\pi}{2} – \theta\right)[/math].
Verifichiamo che [math]\alpha[/math] e [math]\frac{\pi}{2} – \theta[/math] siano nello stesso intervallo di invertibilità del coseno: [math]\theta \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right] \Rightarrow \frac{\pi}{2} – \theta \in [0, \pi][/math] → esattamente l’intervallo di [math]\arccos[/math]. Inoltre [math]\cos\left(\frac{\pi}{2} – \theta\right) = \sin \theta = x[/math].
Conclusione:
Poiché [math]\cos \alpha = x[/math] e [math]\cos\left(\frac{\pi}{2} – \theta\right) = x[/math], e entrambi gli angoli appartengono a [math][0, \pi][/math], per l’iniettività del coseno in tale intervallo si ha: [math]\alpha = \frac{\pi}{2} – \theta \Rightarrow \theta + \alpha = \frac{\pi}{2}[/math] L’identità è quindi valida per ogni [math]x \in [-1, 1][/math].
Osservazioni 💡
Questa è un’identità importante: la somma di arcsin e arccos dello stesso numero è sempre [math]\pi/2[/math]. Si può ricordare pensando che se [math]\sin \theta = x[/math], allora [math]\cos(\pi/2 – \theta) = x[/math], quindi [math]\arccos(x) = \pi/2 – \theta[/math].
Domanda di riflessione finale: Perché l’intervallo di definizione [math][-1, 1][/math] è cruciale per questa identità? Cosa succederebbe se [math]x > 1[/math]?
Esercizio 3 (Livello intermedio)
Testo: Risolvi l’equazione nell’intervallo [math][0, 2\pi)[/math]: [math]\arctan(\tan x) = x[/math] È sempre vera? Se no, per quali [math]x[/math] è falsa? Correggi l’uguaglianza in modo che valga per ogni [math]x[/math] reale.
Risoluzione:
Richiamo teorico:
[math]\arctan[/math] è l’inversa della restrizione di [math]\tan[/math] all’intervallo [math]\left(-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right)[/math]. Quindi [math]\arctan(\tan x) = x[/math] solo se [math]x \in \left(-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right)[/math].
Analizziamo in [math][0, 2\pi)[/math]:
La tangente è periodica di periodo [math]\pi[/math]. Se [math]x[/math] non è in [math]\left(-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right)[/math], allora [math]\arctan(\tan x)[/math] restituisce l’angolo in [math]\left(-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right)[/math] che ha la stessa tangente di [math]x[/math].
Caso 1:
[math]x \in \left[0, \frac{\pi}{2}\right)[/math] → vale [math]\arctan(\tan x) = x[/math].
Caso 2:
[math]x \in \left(\frac{\pi}{2}, \frac{3\pi}{2}\right)[/math]: Per [math]x \in \left(\frac{\pi}{2}, \pi\right)[/math]: sia [math]x = \pi – \alpha[/math] con [math]\alpha \in \left(0, \frac{\pi}{2}\right)[/math]. [math]\tan(x) = \tan(\pi – \alpha) = -\tan \alpha[/math]. [math]\arctan(-\tan \alpha) = -\alpha[/math] (perché [math]-\alpha \in \left(-\frac{\pi}{2}, 0\right)[/math]).
Quindi [math]\arctan(\tan x) = -\alpha = x – \pi[/math].
Per [math]x \in \left(\pi, \frac{3\pi}{2}\right)[/math]: sia [math]x = \pi + \beta[/math] con [math]\beta \in \left(0, \frac{\pi}{2}\right)[/math]. [math]\tan(x) = \tan \beta[/math]. [math]\arctan(\tan \beta) = \beta = x – \pi[/math].
Caso 3:
[math]x \in \left(\frac{3\pi}{2}, 2\pi\right)[/math]: Sia [math]x = 2\pi – \gamma[/math] con [math]\gamma \in \left(0, \frac{\pi}{2}\right)[/math]. [math]\tan(x) = -\tan \gamma[/math]. [math]\arctan(-\tan \gamma) = -\gamma = x – 2\pi[/math].
Riassunto in [math][0, 2\pi)[/math]:
- Se [math]x \in \left[0, \frac{\pi}{2}\right)[/math]: [math]\arctan(\tan x) = x[/math].
- Se [math]x \in \left(\frac{\pi}{2}, \frac{3\pi}{2}\right)[/math]: [math]\arctan(\tan x) = x – \pi[/math].
- Se [math]x \in \left(\frac{3\pi}{2}, 2\pi\right)[/math]: [math]\arctan(\tan x) = x – 2\pi[/math].
Nei punti [math]x = \frac{\pi}{2}, \frac{3\pi}{2}[/math] la tangente non è definita.
Formula generale per ogni [math]x[/math] reale (tranne dove [math]\tan[/math] non definita):
[math]\arctan(\tan x) = x – k\pi[/math] dove [math]k[/math] è l’unico intero tale che [math]x – k\pi \in \left(-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right)[/math]. In altre parole, [math]k = \left\lfloor \frac{x}{\pi} + \frac{1}{2} \right\rfloor[/math].
Osservazioni 💡 Le funzioni inverse trigonometriche “riportano” l’angolo nell’intervallo principale. Per la tangente, l’intervallo principale è [math](-\pi/2, \pi/2)[/math], quindi se l’angolo originale è fuori, si sottrae il multiplo appropriato di [math]\pi[/math] per rientrare.
Domanda di riflessione finale: Perché per la tangente si sottrae [math]k\pi[/math] e non [math]2k\pi[/math] come per seno e coseno?
Esercizio 4 (Livello intermedio-avanzato)
Testo: Determina il dominio e calcola la derivata della funzione: [math]f(x) = \arcsin\left(\frac{2x}{1+x^2}\right)[/math]
Suggerimento: potresti semplificare la derivazione usando un’identità trigonometrica.
Risoluzione:
Dominio: L’argomento di [math]\arcsin[/math] deve essere in [math][-1, 1][/math]: [math]-1 \le \frac{2x}{1+x^2} \le 1[/math]
Disequazione [math]\frac{2x}{1+x^2} \ge -1[/math]:
Iniziamo dalla prima parte della disequazione:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\frac{2x}{1+x^2} &\ge -1 \\
2x &\ge -1(1+x^2) \\
2x &\ge -1 – x^2 \\
x^2 + 2x + 1 &\ge 0 \\
(x+1)^2 &\ge 0 \\
&{} \quad \text{Sempre vera per ogni } x \in \mathbb{R}
\end{aligned}[/math]
Disequazione [math]\frac{2x}{1+x^2} \le 1[/math]:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\frac{2x}{1+x^2} &\le 1 \\
2x &\le 1(1+x^2) \\
2x &\le 1 + x^2 \\
0 &\le x^2 – 2x + 1 \\
x^2 – 2x + 1 &\ge 0 \\
(x-1)^2 &\ge 0 \\
&{} \quad \text{Sempre vera per ogni } x \in \mathbb{R}
\end{aligned}[/math]
Quindi il dominio è tutto [math]\mathbb{R}[/math].
Derivata: Usiamo la formula: [math]\frac{d}{du}\arcsin(u) = \frac{1}{\sqrt{1-u^2}}, \quad |u| < 1[/math] Qui [math]u(x) = \frac{2x}{1+x^2}[/math].
Calcoliamo [math]u'(x)[/math]: [math]\displaystyle \begin{aligned} u'(x) &= \frac{2(1+x^2) – 2x(2x)}{(1+x^2)^2} \ &= \frac{2+2x^2 – 4x^2}{(1+x^2)^2} = \frac{2(1-x^2)}{(1+x^2)^2} \end{aligned}[/math]
Quindi: [math]\displaystyle \begin{aligned} f'(x) &= \frac{1}{\sqrt{1-\left(\frac{2x}{1+x^2}\right)^2}} \ &{} \quad \cdot \frac{2(1-x^2)}{(1+x^2)^2} \end{aligned}[/math]
Semplifichiamo [math]\sqrt{1-u^2}[/math]: [math]\displaystyle \begin{aligned} 1-u^2 &= 1 – \frac{4x^2}{(1+x^2)^2} \ &= \frac{(1+x^2)^2 – 4x^2}{(1+x^2)^2} \ &= \frac{x^4 + 2x^2 + 1 – 4x^2}{(1+x^2)^2} \ &= \frac{x^4 – 2x^2 + 1}{(1+x^2)^2} = \frac{(x^2-1)^2}{(1+x^2)^2} \end{aligned}[/math]
Quindi: [math]\sqrt{1-u^2} = \frac{|x^2-1|}{1+x^2}[/math]
Derivata finale: [math]\displaystyle \begin{aligned} f'(x) &= \frac{1+x^2}{|x^2-1|} \cdot \frac{2(1-x^2)}{(1+x^2)^2} \ &= \frac{2(1-x^2)}{|x^2-1|(1+x^2)} \end{aligned}[/math]
Notiamo che [math]1-x^2 = -(x^2-1)[/math].
Se [math]|x| < 1[/math]: [math]x^2-1 < 0[/math], quindi [math]|x^2-1| = 1-x^2[/math].
Allora: [math]f'(x) = \frac{2(1-x^2)}{(1-x^2)(1+x^2)} = \frac{2}{1+x^2}[/math]
Se [math]|x| > 1[/math]: [math]x^2-1 > 0[/math], quindi [math]|x^2-1| = x^2-1 = -(1-x^2)[/math].
Allora: [math]f'(x) = \frac{2(1-x^2)}{-(1-x^2)(1+x^2)} = -\frac{2}{1+x^2}[/math]
Se [math]x = \pm 1[/math]: il denominatore si annulla, la derivata non esiste (punti angolosi? Verifichiamo: l’argomento di arcsin diventa [math]\pm 1[/math], la funzione arcsin ha derivata infinita in [math]\pm 1[/math]).
Osservazione alternativa (uso identità trigonometrica): Si può notare che se poniamo [math]x = \tan \theta[/math], allora [math]\frac{2x}{1+x^2} = \sin(2\theta)[/math]. Quindi [math]f(x) = \arcsin(\sin(2\theta)) = 2\theta – k\pi[/math] con [math]k[/math] scelto per rientrare in [math][-\pi/2, \pi/2][/math]. Derivando rispetto a [math]x[/math] si ottiene lo stesso risultato.
Osservazioni 💡 La semplificazione del dominio è stata possibile perché la funzione razionale [math]\frac{2x}{1+x^2}[/math] è sempre compresa tra -1 e 1 per ogni x reale (è la funzione tangente iperbolica di un logaritmo, ma qui si vede facilmente con le disequazioni). La derivata finale è a tratti, con cambio di segno in |x|=1.
Domanda di riflessione finale: Perché la derivata cambia segno in [math]|x| = 1[/math]? Quale proprietà geometrica della funzione originale questo riflette?
Esercizio 5 (Livello avanzato)
Testo: Risolvi la seguente equazione in [math]x[/math] reale: [math]\arcsin\left(2x\sqrt{1-x^2}\right) = 2\arcsin(x), \quad x \in [-1, 1][/math] Determina tutte le soluzioni.
Risoluzione:
Richiamo teorico: L’identità [math]\sin(2\alpha) = 2\sin \alpha \cos \alpha[/math] suggerisce che [math]2x\sqrt{1-x^2}[/math] assomiglia a [math]\sin(2\theta)[/math] se [math]x = \sin \theta[/math]. Poniamo [math]x = \sin \theta[/math], con [math]\theta \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math] (affinché [math]\arcsin(x) = \theta[/math]).
Sostituzione: Allora [math]\arcsin(x) = \theta[/math] (perché [math]\theta[/math] è nell’intervallo principale). Inoltre [math]2x\sqrt{1-x^2} = 2\sin \theta \cos \theta = \sin(2\theta)[/math].
L’equazione diventa: [math]\arcsin(\sin(2\theta)) = 2\theta[/math]
Ma attenzione: [math]\arcsin(\sin(2\theta))[/math] non è sempre uguale a [math]2\theta[/math]!
Ricordiamo che [math]\arcsin(\sin \alpha) = \alpha[/math] solo se [math]\alpha \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math].
Analisi per [math]\theta[/math]: Se [math]2\theta \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math], cioè [math]\theta \in \left[-\frac{\pi}{4}, \frac{\pi}{4}\right][/math], allora [math]\arcsin(\sin(2\theta)) = 2\theta[/math] e l’equazione diventa [math]2\theta = 2\theta[/math], identicamente soddisfatta.
Quindi tutti i [math]\theta \in \left[-\frac{\pi}{4}, \frac{\pi}{4}\right][/math] sono soluzioni.
In termini di [math]x[/math]: [math]x = \sin \theta \in \left[-\sin \frac{\pi}{4}, \sin \frac{\pi}{4}\right] = \left[-\frac{\sqrt{2}}{2}, \frac{\sqrt{2}}{2}\right][/math].
Se [math]\theta \in \left(\frac{\pi}{4}, \frac{\pi}{2}\right][/math]: Allora [math]2\theta \in \left(\frac{\pi}{2}, \pi\right][/math].
Per tali angoli, [math]\sin(2\theta) = \sin(\pi – 2\theta)[/math] e [math]\pi – 2\theta \in \left[0, \frac{\pi}{2}\right)[/math].
Quindi [math]\arcsin(\sin(2\theta)) = \pi – 2\theta[/math]. L’equazione diventa: [math]\pi – 2\theta = 2\theta \Rightarrow 4\theta = \pi \Rightarrow \theta = \frac{\pi}{4}[/math].
Ma [math]\frac{\pi}{4}[/math] è già incluso nel caso precedente (come estremo).
Se [math]\theta \in \left[-\frac{\pi}{2}, -\frac{\pi}{4}\right)[/math]: Allora [math]2\theta \in \left[-\pi, -\frac{\pi}{2}\right)[/math].
Per tali angoli, [math]\sin(2\theta) = \sin(-\pi – 2\theta)[/math]
Meglio: poiché [math]\sin[/math] è dispari e periodica: [math]\sin(2\theta) = -\sin(\pi + 2\theta)[/math].
In realtà conviene usare la formula generale: [math]\arcsin(\sin \alpha) = (-1)^m \alpha + m\pi[/math] con [math]m[/math] opportuno.
Per [math]\alpha \in \left[-\pi, -\frac{\pi}{2}\right][/math], si ha [math]\arcsin(\sin \alpha) = -\pi – \alpha[/math].
Quindi per [math]2\theta \in \left[-\pi, -\frac{\pi}{2}\right][/math]: [math]\arcsin(\sin(2\theta)) = -\pi – 2\theta[/math].
L’equazione diventa: [math]-\pi – 2\theta = 2\theta \Rightarrow 4\theta = -\pi \Rightarrow \theta = -\frac{\pi}{4}[/math], già incluso.
Soluzioni in [math]x[/math]: L’equazione è soddisfatta per ogni [math]x \in \left[-\frac{\sqrt{2}}{2}, \frac{\sqrt{2}}{2}\right][/math]. Verifica agli estremi: per [math]x = \frac{\sqrt{2}}{2}[/math], [math]2x\sqrt{1-x^2} = 1[/math], [math]\arcsin(1) = \frac{\pi}{2}[/math], e [math]2\arcsin(x) = 2 \cdot \frac{\pi}{4} = \frac{\pi}{2}[/math]. OK.
Osservazioni 💡 La sostituzione [math]x = \sin \theta[/math] è naturale quando compaiono [math]\arcsin[/math] e espressioni del tipo [math]x[/math] e [math]\sqrt{1-x^2}[/math]. Attenzione all’intervallo di validità della relazione [math]\arcsin(\sin \alpha) = \alpha[/math]: questo è il cuore dell’esercizio.
Domanda di riflessione finale: Perché l’equazione ha infinite soluzioni (un intervallo) invece che un numero finito? Questo accade spesso con equazioni contenenti funzioni inverse trigonometriche?
Esercizio 6 (Livello molto avanzato – universitario)
Testo: Dimostra che per ogni [math]a, b \in \mathbb{R}[/math] con [math]a^2 + b^2 \le 1[/math] vale: [math]\arcsin(a) + \arcsin(b) = \arcsin\left(a\sqrt{1-b^2} + b\sqrt{1-a^2}\right)[/math] sotto opportune condizioni sugli argomenti. Determina tali condizioni.
Risoluzione:
Richiamo teorico:
La formula di addizione per il seno: [math]\sin(\alpha + \beta) = \sin \alpha \cos \beta + \cos \beta \sin \alpha[/math] Siano [math]\alpha = \arcsin(a)[/math], [math]\beta = \arcsin(b)[/math]. Allora [math]\sin \alpha = a[/math], [math]\sin \beta = b[/math], e [math]\cos \alpha = \sqrt{1-a^2}[/math], [math]\cos \beta = \sqrt{1-b^2}[/math] (prendiamo le radici positive perché [math]\alpha, \beta \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math], dove il coseno è non negativo).
Calcoliamo [math]\sin(\alpha + \beta)[/math]: [math]\sin(\alpha + \beta) = a\sqrt{1-b^2} + b\sqrt{1-a^2}[/math]
Ora consideriamo [math]\arcsin(\sin(\alpha + \beta))[/math]:
Se [math]\alpha + \beta \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math], allora [math]\arcsin(\sin(\alpha + \beta)) = \alpha + \beta[/math].
Quindi sotto la condizione [math]-\frac{\pi}{2} \le \alpha + \beta \le \frac{\pi}{2}[/math] si ha: [math]\displaystyle \begin{aligned} \arcsin\left(a\sqrt{1-b^2} + b\sqrt{1-a^2}\right) &= \alpha + \beta \ &= \arcsin(a) + \arcsin(b) \end{aligned}[/math]
Condizioni esplicite su [math]a, b[/math]: [math]\alpha = \arcsin(a) \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math], [math]\beta = \arcsin(b) \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math].
La somma [math]\alpha + \beta[/math] è in [math]\left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math] se e solo se: [math]-\frac{\pi}{2} \le \arcsin(a) + \arcsin(b) \le \frac{\pi}{2}[/math]
Equivalentemente, poiché [math]\arcsin[/math] è crescente, la condizione più utile da verificare è: [math]a\sqrt{1-b^2} + b\sqrt{1-a^2} \in [-1, 1][/math]
Ma questa è sempre vera se [math]a^2 + b^2 \le 1[/math]?
Verifichiamo con esempi:
Se [math]a = b = \frac{\sqrt{2}}{2}[/math], allora [math]a\sqrt{1-b^2} + b\sqrt{1-a^2} = 1[/math], e [math]\alpha + \beta = \frac{\pi}{2}[/math] → OK.
Se [math]a = b = -\frac{\sqrt{2}}{2}[/math], allora il risultato è [math]-1[/math], e [math]\alpha + \beta = -\frac{\pi}{2}[/math] → OK.
Se [math]a = \frac{\sqrt{3}}{2}, b = \frac{1}{2}[/math], allora [math]a\sqrt{1-b^2} + b\sqrt{1-a^2} \approx 0.9659[/math], e [math]\alpha + \beta \approx \frac{\pi}{3} + \frac{\pi}{6} = \frac{\pi}{2}[/math] → OK.
Perché serve una condizione?
Perché l’uguaglianza [math]\arcsin(a) + \arcsin(b) = \arcsin(\dots)[/math] sia vera, non basta fare i calcoli. C’è una regola d’oro da rispettare:
La somma degli angoli [math]\alpha + \beta[/math] deve cadere nell’intervallo di “sicurezza” dell’arcoseno, ovvero [math]\displaystyle \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math].
Se la somma esce da questo intervallo, l’arcoseno “taglia” il risultato e l’uguaglianza fallisce. Dobbiamo quindi capire quando siamo al sicuro.
Caso 1: Segni opposti (Nessun pericolo)
Se [math]a[/math] e [math]b[/math] hanno segni opposti (cioè [math]ab \le 0[/math]), un angolo è positivo e l’altro negativo. Sommandoli, tendono ad annullarsi o comunque a rimanere piccoli. In questo caso, restiamo sempre dentro l’intervallo di sicurezza. L’identità vale sempre.
Caso 2: Segni uguali (Attenzione!)
Se [math]a[/math] e [math]b[/math] sono entrambi positivi (o entrambi negativi), gli angoli si sommano e rischiano di diventare “troppo grandi”.
Immagina [math]a, b > 0[/math]. Affinché la somma [math]\alpha + \beta[/math] non superi [math]90^\circ[/math] ([math]\displaystyle \frac{\pi}{2}[/math]), il suo coseno deve rimanere positivo (o nullo).
Facciamo il test usando la formula di sottrazione del coseno:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\cos(\alpha + \beta) = \cos\alpha \cos\beta – \sin\alpha \sin\beta
\end{aligned}[/math]
Sostituiamo i valori che conosciamo ([math]\sin\alpha=a[/math], [math]\cos\alpha=\sqrt{1-a^2}[/math], ecc.):
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\cos(\alpha + \beta) = \sqrt{1-a^2}\sqrt{1-b^2} – ab
\end{aligned}[/math]
Imponiamo che questo coseno sia maggiore o uguale a zero (cioè l’angolo somma è [math]\le 90^\circ[/math]):
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\sqrt{1-a^2}\sqrt{1-b^2} – ab \ge 0
\end{aligned}[/math]
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\sqrt{1-a^2}\sqrt{1-b^2} \ge ab
\end{aligned}[/math]
Poiché tutto è positivo, possiamo elevare al quadrato senza problemi.
Attenzione qui: elevando al quadrato le radici spariscono, ma dobbiamo moltiplicare i due argomenti tra loro:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
(1-a^2)(1-b^2) \ge a^2b^2
\end{aligned}[/math]
Svolgiamo il prodotto a sinistra:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
1 – b^2 – a^2 + a^2b^2 \ge a^2b^2
\end{aligned}[/math]
Semplificando [math]a^2b^2[/math] da entrambi i lati, otteniamo la condizione finale:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
1 – a^2 – b^2 \ge 0 & \quad \Longrightarrow \quad \mathbf{a^2 + b^2 \le 1}
\end{aligned}[/math]
Conclusione
L’identità è valida se:
- [math]ab \le 0[/math] (segni opposti: vale sempre)
- OPPURE
- [math]a^2 + b^2 \le 1[/math] (segni uguali: vale solo se la somma dei quadrati non supera 1).
Osservazioni 💡
Le formule di addizione per le funzioni inverse trigonometriche sono delicate: richiedono condizioni sugli argomenti per garantire che la somma degli angoli rimanga nell’intervallo principale della funzione inversa risultante.
Domanda di riflessione finale: Come cambierebbe la formula se invece di [math]\arcsin[/math] avessimo [math]\arccos[/math]?
Risposte alle Domande di Riflessione
Esercizio 1: Arcoseno e Arcocoseno non sono Inversi l’Uno dell’Altro
Non abbiamo ottenuto [math]\pi/6 + \pi/6[/math] per la somma in quanto [math]\arccos(-1/2)[/math] non è [math]\pi/6[/math] ma [math]\pi – \pi/6 = 5\pi/6[/math].
Questo ci ricorda che [math]\arcsin[/math] e [math]\arccos[/math] non sono l’inverso l’una dell’altra: sono funzioni inverse di restrizioni diverse:
- Seno è ristretto su [math][-\pi/2, \pi/2][/math].
- Coseno è ristretto su [math][0, \pi][/math].
La relazione tra di loro è complementare, espressa dalla formula:
[math]\arccos x = \pi/2 – \arcsin x[/math]
Esercizio 2: Importanza dell’Intervallo di Definizione [math][-1, 1][/math]
L’intervallo [math][-1, 1][/math] è cruciale perché sia [math]\arcsin[/math] che [math]\arccos[/math] sono definite solo per argomenti in tale intervallo (dominio).
Se [math]x > 1[/math], [math]\arcsin(x)[/math] non esiste (nel campo reale), quindi l’identità o la relazione in cui compare perde senso. Il dominio di [math]\arcsin[/math] e [math]\arccos[/math] deriva dal codominio di [math]\sin[/math] e [math]\cos[/math], che è [math][-1, 1][/math].
Esercizio 3: Periodo della Tangente vs. Seno e Coseno
Per la tangente si sottrae [math]k\pi[/math] e non [math]2k\pi[/math] perché la funzione tangente ha periodo [math]\pi[/math], mentre seno e coseno hanno periodo [math]2\pi[/math].
L’intervallo principale della tangente ([math](-\pi/2, \pi/2)[/math]) è lungo [math]\pi[/math], mentre quello di seno e coseno è lungo [math]2\pi[/math] (ma per le funzioni inverse si prende un intervallo di ampiezza [math]\pi[/math] comunque, centrato in modo diverso per via della monotonicità: [math][-\pi/2, \pi/2][/math] per [math]\arcsin[/math] e [math][0, \pi][/math] per [math]\arccos[/math]).
Esercizio 4: Punti Angolosi e Derivata di Funzioni Composte
La derivata cambia segno in [math]|x|=1[/math] perché la funzione composta [math]f(x)=\arcsin(2x/(1+x^2))[/math] presenta dei punti critici in [math]x=1[/math] e [math]x=-1[/math].
La funzione argomento [math]g(x) = 2x/(1+x^2)[/math] ha un massimo in [math]x=1[/math] (dove [math]g(1)=1[/math]) e un minimo in [math]x=-1[/math] (dove [math]g(-1)=-1[/math]).
La pendenza (derivata) cambia segno bruscamente in quei punti ([math]x=\pm 1[/math]) perché la composizione con [math]\arcsin[/math] e la trasformazione [math]x \to 2x/(1+x^2)[/math] (che ha un massimo in [math]x=1[/math]) produce un punto angoloso.
In quei punti, l’argomento raggiunge il limite del dominio di [math]\arcsin[/math] ([math]\pm 1[/math]), e la derivata di [math]\arcsin(y)[/math] tende all’infinito quando [math]y \to \pm 1[/math].
Esercizio 5: Identità e Infinite Soluzioni
L’equazione ha infinite soluzioni perché, per [math]x[/math] in un certo intervallo, entrambi i lati rappresentano lo stesso angolo.
In quell’intervallo, la relazione fondamentale dell’inversa [math]\arcsin(\sin(2\theta)) = 2\theta[/math] vale sempre.
Questo accade quando l’equazione si riduce a un’identità su un intervallo, cosa possibile con le funzioni inverse trigonometriche per via delle loro restrizioni di dominio e codominio.
Esercizio 6: Formula di Addizione per Arcocoseno
Per [math]\arccos[/math], la formula di addizione è:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\arccos(a) + \arccos(b) &= \arccos\left(ab – \sqrt{1-a^2}\sqrt{1-b^2}\right)
\end{aligned}[/math]
Questa formula è valida sotto condizioni analoghe a quelle dell’arcoseno (in particolare, la somma degli angoli deve essere in [math][0, \pi][/math]).
La dimostrazione procede ponendo [math]\alpha = \arccos(a)[/math] e [math]\beta = \arccos(b)[/math] e usando la formula di addizione del coseno:
[math]\displaystyle \begin{aligned}
\cos(\alpha+\beta) &= \cos\alpha\cos\beta – \sin\alpha\sin\beta
\end{aligned}[/math]
Sostituendo [math]\cos\alpha=a[/math], [math]\cos\beta=b[/math], [math]\sin\alpha=\sqrt{1-a^2}[/math] e [math]\sin\beta=\sqrt{1-b^2}[/math], e applicando [math]\arccos[/math] ad entrambi i lati, si ottiene la formula di addizione desiderata.
Dominio e Codominio
| Funzione | Dominio | Codominio (Range) |
|---|---|---|
| [math]\arcsin(x)[/math] | [-1, 1] | [math]\displaystyle \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right][/math] |
| [math]\arccos(x)[/math] | [-1, 1] | [math][0, \pi][/math] |
| [math]\arctan(x)[/math] | [math]\mathbb{R}[/math] | [math]\displaystyle \left(-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right)[/math] |
Nota importante: fuori dal dominio indicato, queste funzioni non sono definite nei numeri reali.
Per esempio:
- [math]\arcsin(2)[/math] e [math]\arccos(1.5)[/math] non esistono in [math]\mathbb{R}[/math] (il risultato sarebbe un numero complesso);
- [math]\arctan(x)[/math] invece è definita per ogni [math]x \in \mathbb{R}[/math].
Valori particolari da ricordare
| [math]x[/math] | [math]\arcsin(x)[/math] | [math]\arccos(x)[/math] | [math]\arctan(x)[/math] |
|---|---|---|---|
| -1 | [math]\displaystyle -\frac{\pi}{2}[/math] | [math]\pi[/math] | [math]\displaystyle -\frac{\pi}{4}[/math] |
| [math]\displaystyle -\frac{\sqrt{2}}{2}[/math] | [math]\displaystyle -\frac{\pi}{4}[/math] | [math]\displaystyle \frac{3\pi}{4}[/math] | [math]\displaystyle -\frac{\pi}{4}[/math] |
| [math]\displaystyle -\frac{1}{2}[/math] | [math]\displaystyle -\frac{\pi}{6}[/math] | [math]\displaystyle \frac{2\pi}{3}[/math] | [math]\displaystyle -\frac{\pi}{6}[/math] |
| 0 | 0 | [math]\displaystyle \frac{\pi}{2}[/math] | 0 |
| [math]\displaystyle \frac{1}{2}[/math] | [math]\displaystyle \frac{\pi}{6}[/math] | [math]\displaystyle \frac{\pi}{3}[/math] | [math]\displaystyle \frac{\pi}{6}[/math] |
| [math]\displaystyle \frac{\sqrt{2}}{2}[/math] | [math]\displaystyle \frac{\pi}{4}[/math] | [math]\displaystyle \frac{\pi}{4}[/math] | [math]\displaystyle \frac{\pi}{4}[/math] |
| 1 | [math]\displaystyle \frac{\pi}{2}[/math] | 0 | [math]\displaystyle \frac{\pi}{4}[/math] |
| [math]\displaystyle \sqrt{3}[/math] | — | — | [math]\displaystyle \frac{\pi}{3}[/math] |
| molto grande | — | — | [math]\displaystyle \to \frac{\pi}{2}[/math] |
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